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Ricostruito il corpo della Sindone: la mostra a Salamanca

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L’uomo impresso nella Sindone adesso ha un corpo e un volto tridimensionale che si può toccare con mano. E’ questa la principale attrazione della nuova mostra, The Mystery Man inaugurata nella cattedrale di Salamanca in Spagna.

Un luogo non a caso, quello della cattedrale di Santa Maria dell’Assedio, visto che la città iberica ,situata nell’omonima provincia non troppo lontana dal Portogallo è famosa per la sua devozione. I riti della settimana Santa di Pasqua, sono infatti tra i più coinvolgenti, partecipati e sentiti di tutta la penisola.

The Mistery Man: l’uomo del telo

Sono stati necessari più di 15 anni di lavoro, tra studi e ricerche e soprattutto una tecnologia all’avanguardia. Ma è stato ricostruito il corpo della Sindone, la reliquia conservata da secoli al Duomo di Torino .

Non sono mancate da subito le proteste da parte dei fedeli, ma anche da parte di chi non crede. Per questi ultimi, infatti, la figura del Sacro Lino, non apparterrebbe a Gesù. Sono numerosi coloro che sostengono che gli esami effettuati sulla Sindone non siano attendibili e che la datazione a più di 2000 anni fa sia errata. Insomma, la reliquia non sarebbe che un falso storico.

Anche i fedeli però non hanno apprezzato che si sia ricostruito il corpo di nudo di Gesù. Le tecniche innovative di ricostruzione hanno permesso di ricostruire un uomo iperealistico e vittima di pesanti violenze.

Il volto è tumefatto e lacero, mentre il corpo, esposto senza vestiti mostra, decine e decine di ferite causate da violente percosse. Un’opera che rende a pieno, che si creda o meno che l’uomo rappresentato sia il figlio di Dio, la reale sofferenza patita. Il dolore di uomo che è morto crocifisso.

Ma la mostra The Mistery Man non si limita alla ricostruzione del corpo della Sindone. Negli oltre 660 metri quadrati dell’esposizione, in un viaggio tra storia e cultura, ampio spazio ha anche la nostra Sindone partendo dall’arrivo del telo a Torino da Chambery il 9 ottobre 1578

Ampio risalto è dato anche alla prima fotografia scattata dal torinese Secondo Pio, fino al drammatico incendio del 1997. Con passione e tensione emotiva viene rivissuto, anche grazie a formati multimediali, quel 11 Aprile del 1997, quando un vasto incendio stava per distruggere la reliquia.

Dopo Salamanca la mostra sarà ospitata, nei prossimi anni, in tutti e 5 i continenti, non è ancora dato sapere se giungerà a Torino

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