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Sacra Sindone datazione da rifare: non è di epoca medievale

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Sacra Sindone, secondo gli studiosi il sacro lino non sarebbe di epoca medievale: la datazione è da rifare.

Attualmente la Sindone è custodita nella Cattedrale di Torino, dedicata a san Giovanni Battista, nell’ultima cappella della navata sinistra, sotto la Tribuna Reale. Il Telo, non si può vedere. Si trova dentro la «teca per la conservazione», a sua volta rinchiusa in una grande cassa metallica. Normalmente viene estratta solo in occasione delle ostensioni pubbliche.

Anche se non ci sono in vista ostensioni pubbliche né nuove stagioni di ricerca scientifica la Sindone continua a rimanere un “tema di studio” importante.

Infatti un significativo raduno di scienziati e studiosi della Sindone si è tenuto a Catania. Ospiti della locale Università, ricercatori italiani e stranieri hanno fatto il punto su alcune questioni aperte. Da oltre 30 anni alimentano le discussioni e le polemiche in Europa come in America.

È il tema sulla datazione della Sindone. Si mette in discussione la radiodatazione della Sindone col metodo del Carbonio 14. Il test fu eseguito il 21 aprile 1988 nel Duomo di Torino e diede come esito una datazione “medievale” (1260-1390). Fin da subito i risultati furono contestati sia nel merito sia nel metodo. Di questo si è parlato in Sicilia illustrando dati che si sono resi disponibili solo nel 2017.

I dati grezzi rivoluzionano lo scenario

Le notizie arrivano dal Congresso Internazionale che ha riunito scienziati e sindonologi tenutosi a Catania. Il convegno è organizzato dal professore statistico economico Benedetto Torrisi all’Università di Catania in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi sulla Sindone.

L’esito del meeting ha evidenziato il fatto che la datazione della Sindone effettuata nel 1988 con il radiocarbonio non è corretta.

Si è riscontrato che i dati grezzi sono disomogenei, motivo per cui la collocazione medievale del sacro lino non è attendibile. Ad avvalorare, indirettamente, questo risultato è l’Università di Oxford, uno dei tre atenei che, insieme agli istituti di Zurigo e Arizona, ha partecipato alla celebre datazione con il C-14 di trent’anni fa.

Un ulteriore segnale che spinge la comunità scientifica ad effettuare una nuova datazione della Sindone è la disomogeneità dei dati dell’analisi al radiocarbonio accompagnata da errate tecniche generali di campionamento del tessuto della Sindone.

Ora bisognerà valutare se effettuare una nuova datazione al radiocarbonio o considerare altre tecniche. L’unica certezza è che le analisi si devono rifare.

Chissà che magari, si scoprirà che il telo non è di fattura medievale, ma dell’epoca di Gesù. Dunque, nei prossimi mesi, grandi novità interesseranno il sacro lino custodito a Torino.

Aggiornato al 08 ottobre 2020

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