Arte

L’autoritratto di Leonardo da Vinci a Torino

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Il disegno del poliedrico artista è sicuramente una delle opere più gelosamente custodite di Torino.

Diventato famoso in tutto il mondo, l’Autoritratto di Leonardo da Vinci è un dei tesori più pregiati del genio toscano.

L’opera, databile al 1510, ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione dei lineamenti dell’inventore più amato d’Italia.

In questo caso, Torino ha il privilegio di custodire il capolavoro nel caveau della Biblioteca Reale.

Il disegno realizzato con la tecnica della ‘sanguigna‘, raffigura un uomo avanti con l’età.

Un uomo dagli occhi profondi, con lunghi capelli, ma calvo alla sommità del cranio, sopracciglia folte e con una lunga e vistosa barba.

Ma ciò nonostante l’opera nasconde tuttora questioni irrisolte, tanto da sollevare infinite discussioni tra gli studiosi.

La paternità dell’opera è indiscutibile, il chiaroscuro dei tratti del volto e il contrasto con le parti esterne confermano che l’opera sia di Leonardo da Vinci.

Ma si hanno meno sicurezze riguardo all’identità del soggetto raffigurato.

Molti studiosi, vuoi per la difficoltà nel dipingere di un Leonardo malato in età avanzata, vuoi perché i capelli e la barba non sono conformi alla moda dell’epoca, sono contrari alla tesi dell’autoritratto.

Dunque si ipotizza che in realtà si tratti solo di una bozza preparatoria per un personaggio di un dipinto.

Altrettante sono le teorie che confermano la verità dietro l’autoritratto.

Si ritiene che il disegno sia stato fatto da Leonardo durante la sua permanenza in Francia.

In quel periodo, nonostante fosse avanti con l’età, molti studiosi rivendicano il fatto che riuscisse a disegnare ancora bene.

E che il suo “look” evidenziasse solo l’indole anticonvenzionale di Leonardo.

Allo stesso modo, uno studio sull’analisi degli occhi, rivela come la posizione delle pupille sia proprio quella di una persona che si sta guardando allo specchio.

Ma per mancanza di indizi concreti e fonti documentarie, gli studiosi continuano a dibattere sull‘identità dell’uomo.

L’uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci

Ma perché si trova proprio a Torino?

Leonardo muore in Francia, nel comune di Amboise, nel 1519, ma prima della sua morte decide di lasciare tutti i suoi disegni e manoscritti all’allievo Francesco Melzi.

Tuttavia, alla morte di quest’ultimo, si disperde l’intera eredità del genio toscano.

Per molto tempo non si ebbero più notizie dell’autoritratto: solo nell’Ottocento il dipinto ritornerà alla luce.

Precisamente nel 1839, quando il collezionista Giovanni Volpato lo vende a Re Carlo Alberto di Savoia.

L’opera entrò così a far parte del patrimonio artistico di Casa Savoia e della Città di Torino.

A causa del precario stato di conservazione del dipinto, si decise di conservarlo nel caveau della Biblioteca Nazionale.

L’autoritratto è un’opera molto delicata

Soggetta continuamente a fenomeni di ossidazione, il tratto di gesso rossastro si sta sbiadendo sempre più sulla carta, ingiallita dallo scorrere dei secoli.

Nel 2014 ha subito un intervento di restauro e proprio per queste ragioni il dipinto viene esposto raramente.

Sempre in una teca speciale che permette di controllare i parametri di temperatura e di umidità.

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