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Meteo Torino estate 2022: in arrivo l’anticiclone Apocalisse

Da Alessandro Maldera

Luglio 14, 2022

Fiume Po in secca a Torino

L’anticiclone africano, ribattezzato Apocalisse dagli esperti arriverà oggi a Torino. Il nome scelto non a caso preannuncia un ulteriore aumento delle temperature: superiore di lunga già al caldo che da giugno affligge la nostra città.

La calda Estate 2003

L’estate del 2003 è ricordata come una delle più calde dell’ultimo secolo nel nord Italia e specialmente a Torino. Quella che ci stiamo apprestando a vivere potrebbe essere non da meno. L’anticiclone Apocalisse non solo spingerà le temperature massime a 38 gradi, ma porterà anche le minime a non scendere sotto i 23. Un caldo costante che accompagnerà sia le giornate, sia le notti dei torinesi.

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L’allarme dell’Arpa

L’Azienda Regionale per la Protezione Ambientale ha alzato ieri il livello di allarme portandolo ad arancione, subito sotto il livello rosso più grave. A destare preoccupazione tra gli esperti è il livello di stress da calore, ovvero il livello in cui le temperature possono danneggiare la salute.

Da oggi, a causa del anticiclone Apocalisse a Torino, dovrebbe arrivare a 9,4. Solo un gradino inferiore al livello di stress massimo, chiamato estremo.

Fiume Po iin secca sotto un ponte in pietra

A preoccupare gli esperti è anche il raggiungimento dello zero termico, ovvero a quale altitudine sopra il livello del mare si raggiungerà questa temperatura. In questi giorni sarà addirittura sopra i 4 500 metri.

Previsioni Meteo

Purtroppo l’anticiclone africano Apocalisse non lascerà l’Italia nel giro di pochi giorni. Sembra infatti, consultando i principali portali di meteorologia, che le calde temperature dureranno a Torino almeno una settimana. Ovviamente, nei prossimi giorni non sono previste perturbazioni.

Siccità in Piemonte

Il caldo non è un alleato per la situazione idrica in Piemonte, a cui è stato concesso lo stato d’emergenza solo qualche anno fa. Il livello del fiume Po e degli altri corsi d’acqua che attraversano la nostra regione è sempre più preoccupante. A pagarne i danni per ora sono le aziende agricole del territorio, a cui è già Non è da escludere che se la situazione dovesse continuare che presto l’acqua verrà anche alle utenze private

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende