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Golden Palace: sfratto all’hotel 5 stelle di Torino

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Il Golden Palace, l’albergo a 5 stelle di via Arcivescovado 16 a Torino, è sul lastrico. Ieri alle porte della struttura situata nel centro storico della città sono arrivati gli Ufficiali giudiziari, per attuare al Golden Palace lo sfratto. Un atto che, però, è stato temporaneamente sospeso visto l’elevato numero delle camere occupate e le tante prenotazioni per i mesi estivi.

Alla base dell’intervento vi è il debito che la struttura ricettiva ha nei confronti dei proprietari della stessa. Un’insolvenza superiore a oltre 5 milioni di euro.

Covid e lockdown: le ragioni dello sfratto del Golden Palace

Il declino della struttura, solita accogliere vip. sportivi e grandi imprenditori è iniziato nel periodo del confinamento a causa del lockdown del febbraio 2020. All’inizio dell’autunno dello stesso anno il debito nei confronti delle 3 banche proprietarie – Banca Popolare di Milano di Milano , Intesa San Paolo e Sarda leasing Spa – sarebbe stato di un milione e 400 mila euro. Una cifra che nel giro di neanche un paio di anni è velocemente triplicata arrivando a gli attuali oltre 5 milioni di euro.

Erano state le 3 proprietà della struttura a informare Palazzo Civico e i sindacati all’inizio di questo mese di luglio a comunicare di aver avviato la procedura giudiziaria. Un iter necessario per tornare del proprio investimento e che, dopo. lo stop temporaneo di ieri ripartirà a metà ottobre .

Reception del Golden Palace di Torino

Il fallimento del 2012

Purtroppo non è la prima volta che l’hotel da 100 camere letto e suite, avvolte nel lusso, finisce agli onori della cronaca per problemi economici. La prima volta risale al maggio del 2012, appena 6 anni dopo l’inaugurazione per l’inizio delle Olimpiadi del 2006.

La magistratura arrestò i proprietari Amato Ramondetti e Giulio Lera- entrambi già gestori anche del ristorante Del Cambio e dell’albergo Turin Palace – per bancarotta fraudolenta ed evasione dell’iva. La struttura piena di debiti era sul lastrico. Solo la decisone del tribunale di Torino di affidare la struttura alla società Mapi di Varese aveva evitato la chiusura e il licenziamento di oltre 50 dipendenti.

Adesso a distanza di neanche 10 anni non c’è di nuovo pace per l’albergo fiore all’occhiello per una delle principali strutture ricettive di Torino: non rimane che aspettare l’autunno.

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