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Torino, gli sfalci non liberano il fiume dalle piante

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Nonostante i due interventi, effettuati dal Comune di Torino ad una distanza di 45 giorni l’uno dall’altro, gli sfalci non hanno impedito alla vegetazione del fiume di moltiplicarsi.

A Torino il caldo fa aumentare le macchie di vegetazione sul Po

Complici le alte temperature degli ultimi giorni, sono molti i tappeti verdi che possiamo contare oggi sulla superficie del fiume Po.

L’area più colpita è, purtroppo, quella che costeggia i Murazzi, a due passi da Piazza Vittorio.

Qui, la vegetazione sta crescendo abbondantemente anche nelle zone utilizzate dagli sportivi che si allenano sul fiume, professionisti e non.

Torino, gli sfalci di primavera non sono serviti a contenere le piante

Gli scorsi anni, l’amministrazione infatti cercava sempre di ritardare le operazioni di pulizia del fiume, a causa di una mancanza di fondi.

Cresceva perciò lo scontento dei circoli remieri, che vedevano le loro attività compromesse sempre di più con l’arrivo della bella stagione.

Alla fine, gli addetti ai lavori si vedevano costretti a rimettere in sesto il fiume, procedendo con gli sfalci.

In questo modo si cercava di non compromettere le attività legate al Po e, soprattutto, di pulire il fiume una volta sola, limitando gli interventi.

Questo, però, non è successo quest’anno: il Comunedi Torino, infatti, non ha perso tempo, facendo partire gli sfalci già in primavera.

Il fiume era stato gradualmente ripulito, permettendo ai circoli remieri di riprendere lo svolgimento di allenamenti, eventi e gare.

Lunedì scorso sono partite le ultime operazioni di eliminazione della vegetazione fluviale.

Infatti, le operazioni di pulizia effettuate solo un mese e mezzo fa avevano già da un po’ esaurito il loro effetto benefico.

Torino, il caldo rende inutili gli sfalci sul Po

Gli sforzi del Comune, però, quest’anno sembrano vani, in quanto è dall’inizio della settimana che si è potuto osservare un progressivo infittimento della vegetazione fluviale.

Ciuffi d’erba continuano a spuntare in ogni area del fiume e le zone verdi a pelo d’acqua sono arrivate ad estensioni di decine di metri quadri.

La flora, sempre più rigogliosa, rende difficoltose le attività di navigazione promosse dai circoli sportivi e favorisce l’accumulo di rifiuti nel centro del fiume.

Le piante emerse, inoltre, emanano un odore forte che invade tutta l’area circostante.

Il quadro che emerge è quello di una situazione che non solo danneggia chi sul fiume ci lavora, ma anche tutta la città.

I turisti, richiamati a Torino da tutto il mondo grazie ai grandi eventi recenti, primo l’Eurovision, potrebbero non gradire lo scenario che si sta delineando negli ultimi giorni.

L’Arpa, però, rassicura che la vegetazione, che si è moltiplicata a dismisura a causa del recente caldo torrido e della scarsità delle piogge, è autoctona.

L’aumento delle macchie verdi sul Po non ha quindi niente a che fare con il Myriophyllum acquaticum, che nel 2016 aveva causato problemi andando a creare una patina sull’acqua del fiume.

Asja D’Arcangelo

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