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Torino vuole evitare che il Palazzo del Lavoro diventi un supermercato

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La Città di Torino sta lavorando per far sì che il Palazzo del Lavoro, capolavoro architettonico dell’ingegner Pierluigi Nervi, non diventi un centro commerciale.

Il futuro dell’edificio, infatti, risulta ad oggi ancora molto incerto, nonostante quanto dichiarato a febbraio dal sindaco Lo Russo.

Continua perciò l’iter amministrativo che riguarda tutta l’area Bengasi fino al Parco della Salute, nella quale è compreso anche il Palazzo Nervi.

Una variante proposta per dare una funzione pubblica al Palazzo Nervi

Approderà presto in commissione una variante al piano regolatore, su proposta di Paolo Mazzoleni, assessore all’Urbanistica della Città, che dovrà essere approvata dalla Sala Rossa.

Non si ha ancora ben chiaro quale sarà lo scopo del Palazzo del Lavoro, che è di proprietà di Cassa, Depositi e Prestiti.

Al momento non è stata esclusa nessuna delle opzioni proposte.

Alcuni progetti hanno una vena più culturale, come ad esempio l’idea di trasformarlo in un Museo dei Musei o di costruire al suo interno aule universitarie.

Non è però ancora stata del tutto scartata l’ipotesi di riconvertirlo a centro commerciale, in una zona che risulta già essere congestionata.

L’assessore Mazzoleni spiega come il passaggio che si sta effettuando in questi giorni è un importante presa d’atto d’ufficio.

L’attuale Pec prevede che il Palazzo del Lavoro divenga in un edificio che garantisca Attività di servizio alle persone e alle imprese (Aspi).

In questo modo, il Palazzo Nervi assumerebbe qualsiasi tipo di funzione di servizio alla persona (centro commerciale, museo, galleria, aule).

L’idea della Città, spiega ancora Mazzoleni, sarebbe quella di sfruttare l’edificio dandogli una funzione pubblica: ad esempio rendendolo sede del Museo dei Musei.

Torino, il Palazzo del lavoro potrebbe diventare un Museo dei Musei

L’idea del Museo dei Musei parte dall’assessora alla Cultura, Rosanna Purchia.

Sua l’intuizione di rendere il Palazzo del Lavoro un luogo nel quale accogliere le collezioni museali che, per carenza di spazio, non possono essere esposte.

In questo modo, alcuni tra le migliaia di pezzi che giacciono nei magazzini dei musei troverebbero una casa nella quale essere nuovamente esposti.

In questo momento, però, l’iter di trasformazione del Pec deve ancora concludersi: è perciò prematuro affermare con certezza cosa diventerà l’ex Palazzo del Lavoro.

L’obiettivo, afferma Mazzoleni, non è tanto quello di impedire la realizzazione di un centro commerciale, ma far si che questi spazi siano usati per altro.

Se dovesse essere costruito un nuovo supermercato, infatti, questo diventerebbe il nono della zona, arrecando ulteriori danni ai negozi locali, già segnati dalla pandemia.

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