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Torino, aumentati di 40 milioni i costi per il Parco della Salute

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Diventano sempre più corposi i costi per l’avvio del progetto Parco della Salute di Torino.

È stata proposta una proroga ai concorrenti che, invece di presentare le loro offerte entro questo mese, avranno tempo fino ad agosto 2022.

Di conseguenza, i lavori iniziali, che sarebbero dovuti cominciare entro la fine di quest’anno, partiranno presumibilmente entro il primo quadrimestre del 2023.

Aumentano i costi per il Parco della Salute di Torino: le cause

Per la Regione questa, che al momento è solo un’ipotesi, sembra già essere una realtà.

La differenza di qualche mese per la consegna delle proposte non è da ricercarsi nell’elenco delle strutture presenti nel nuovo polo sanitario.

Infatti è già chiaro che rimarrà escluso dal Parco della Salute solo l’ospedale Regina Margherita.

Altri temi non collegati alla proroga, sono stati trattati ieri durante la quarta Commissione Sanità del Consiglio regionale.

Infatti, ad animare il dibattito sono state le polemiche sul numero dei posti letto e sull’adeguatezza dell’area sulla quale sorgerà la nuova struttura.

La vera causa che ha portato al posticipo delle scadenze, è il costo dell’opera.

A causa del conflitto Russia-Ucraina, i prezzi delle materie prime e dell’energia sono saliti sempre più, facendo alzare anche il budget previsto per l’avvio del Parco.

Ora il costo della maxi opera è già salito di circa 40 milioni e, se la guerra dovesse proseguire, potrebbe alzarsi ancora.

Nuove clausole permetteranno di rivedere i prezzi del progetto

L’azienda ospedaliera Città della Salute di Torno e la Regione si stanno organizzando, con Anac, in modo da rivedere i prezzi della documentazione di gara.

L’idea è quella di introdurre nuove clausole di revisione dei prezzi sia per il polo sanitario-ospedaliero (per edilizia ed impiantistica) e sia per quello di ricerca.

Questo grazie ad un emendamento nazionale condiviso dalle Regioni, che hanno tutte progetti che ora sono in condizioni simili a quelle del Parco della Salute.

È già stato approvato dal governo un decreto per il contenimento degli aumenti dei costi dell’elettricità, dovuti all’emergenza Covid.

Fino al 31 gennaio 2023 è previsto l’obbligo dell’inserimento nei contratti di una clausola di revisione prezzi.

La norma, però, non si applica alle procedure di affidamento precedenti il 27 gennaio 2022.

Dalla Regione precisano che si possono presentare delle occasioni nelle quali il bando, nonostante sia ancora in corso, risale ad anni prima e sia ancora valido.

La norma, tra l’altro, si applica ai contratti di appalto ma non è prevista per le procedure di partenariato pubblico privato, come il Parco.

L’obiettivo che si sta rincorrendo è quello di evitare che alla gara non partecipi nessuno.

Una prospettiva che non è auspicata da nessuno, ma che non può non venire in mente guardando la situazione dei fatti.

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