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Piemonte, la guerra fa crollare il PIL regionale: 7 miliardi in meno del 2019

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A distanza di dodici mesi il PIL del Piemonte continua a scendere rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia legata al Coronavirus, anche nei primi mesi del 2022.

Un dato temuto, ma anche atteso, soprattutto in virtù dello scoppio del conflitto bellico tra Russia e Ucraina che ha portato a un caro prezzi, soprattutto per quanto riguardo la componente gas e i carburanti.

Un dato che segue l’andamento del 2021, che raccontava di un prodotto interno lordo sceso del 9.4% nel 2020 rispetto all’anno precedente.

I dati economici riferiti al 2021 non sono riusciti a salire malgrado l’approdo sotto la Mole delle ATP Finals, che hanno portato una crescita.

Il PIL del Piemonte perde sette miliardi rispetto al 2019: i dettagli

La Camera di Commercio, attraverso il Comitato Torino Finanza, ha analizzato il prodotto interno lordo del Piemonte nei primi mesi del 2022.

I numeri raccontano di un PIL che ha bruciato sette miliardi di euro rispetto al 2019, ultimo anno senza la pandemia. La Camera di Commercio riesce ad analizzare il contenuto socio-economico quasi in tempo reale, mostrando i primi effetti economici della guerra, anticipando l’analisi ISTAT.

Il dato statistico PILNow Piemonte si arricchisce di nuovi indicatori per definire l’andatura del prodotto interno lordo regionale. Adesso vengono considerati anche i dati riferiti alla disoccupazione e la CIG.

La disoccupazione, calcolando anche chi non cerca attivamente lavoro, si attesta al 12.3%.

Nel primo trimestre del 2022 il PIL è salito del 2.2%, un’aumento però inferiori alla media italiana, che si erma al 5.75%.

Nei primi 40 giorni del secondo trimestre l’aumento è stato solo dell’1%, indice che la guerra sta frenando i consumi.

Tuttavia, al netto del 2020 col buco economico legato alla pandemia, il Piemonte conta il quarto trimestre consecutivo in crescita.

Sono stati recuperati ben 18 miliardi di euro di PIL in regione, ma rispetto al 2019 ne mancano ben 7.

Altri fattori di arresto nel 2022, oltre alla guerra sono: il mancato avvio dei lavori finanziati dal PNRR, la crisi del comparto automobilistico e l’inflazione delle materie prime.

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