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Torino, i Murazzi ripartiranno con un progetto di Porto Urbano sul Po

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Le arcate dei Murazzi di Torino sono pronte a ripartire con diversi progetti, e l’ultimo prevede la creazione di un porto urbano sul Po.

Nelle ultime ore è avanzata l’ipotesi di una esclusione delle discoteche e delle sale da ballo in zona. La motivazione è che i residenti negli anni scorsi avevano lamentato troppi rumori e schiamazzi nelle ore notturne.

Una svolta non gradita dai nostalgici dei Murazzi, che sono cresciuti con la musica in quella zona della città. Il bando emesso dal Comune di Torino, tuttavia non esclude la possibilità di creare sale da ballo sotto le arcate.

Adesso, un gruppo di imprenditori vuole creare un porto urbano per rilanciare il quartiere anche nelle ore diurne.

I Murazzi di Torino potrebbero ospitare un porto urbano: i dettagli

Una cordata di giovani imprenditori vuole dare a Torino dei Murazzi nuovi, con un’anima che richiama la gioia che ha accompagnato i portici negli anni d’oro.

Un progetto che vuole partire in primavera, così da dare ai torinesi dei Murazzi al meglio nel corso dell’estate.

Anche i giovani investitori sono consapevoli che i balli sfrenati dei primi anni duemila saranno difficili da replicare, mettendo al centro il fiume. Il Po, infatti in questi anni è stata l’unica certezza.

Dal letto d’acqua fluviale dovrebbe nascere un nuovo porto urbano che vedrà coinvolte le sei arcate del magazzino Devalle, sulla sponda ovest del fiume.

Il progetto EDIT ha come capogruppo Marco Brignone, che ha le idee chiare su come rilanciare i Murazzi. Tuttavia la riqualifica della zona passa dal donargli un destino diversi rispetto agli di gloria, ma non per questo meno luminosi.

Quattro arcate, delle sei coinvolte, saranno dedicate a feste private e cerimonie per un pubblico “maturo”, tra i 30 e i 60 anni.

Inoltre uno degli sbocchi potrebbe essere la cultura, con una associazione culturale che sta puntando a diverse collaborazioni di pregio. Nei prossimi mesi infatti, verranno avviati contatti con case editrici e l’organizzazione del Salone del Libro per creare eventi dedicati.

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