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Ambiente, nasce in Piemonte la “Foresta Condivisa” per tutelare il fiume Po

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La regione Piemonte ha avviato da tempo un piano per la tutela dell’ambiente, e adesso nasce la Foresta Condivisa per tutelare il fiume Po.

Un progetto ambizioso, che mira a tutelare un letto d’acqua che da tempo convive con annosi, rischi, soprattutto legati all’inquinamento.

Tuttavia la sporcizia non è l’unico problema del Po. Infatti i continui sbalzi climatici mettono a repentaglio il livello del fiume, che in estate era troppo basso.

Sempre la scorsa estate la siccità ha creato un problema di pesci morti, con migliaia di animali emersi senza vita dalle acque. A questi si aggiunge il problema dell’effetto piante, con migliaia di piante fluviali in superficie, creando inoltre un problema di navigazione.

In Piemonte nasce la Foresta Condivisa per proteggere il fiume Po: i dettagli

“Foresta Condivisa del Po Piemontese” è il nome ufficiale del progetto che vuole tutelare il letto d’acqua più dell’Italia intera nel tratto piemontese.

Un piano che coinvolgerà ben 53 comuni su un tratto di territorio che coprirà circa 200 chilometri di costa fluviale.

L’obiettivo è quello di piantare oltre un milione e 500 mila alberi al fine di tutelare l’ambiente dal cambiamento climatico. Una mossa che inoltre permetterebbe di abbassare anche l’inquinamento, grande piaga del territorio piemontese. Il progetto inoltre vuole depurare le acque anche attraverso il processo di Fitodepurazione.

Un numero non casuale, che riflette l’esatto numero degli abitanti dei comuni attraversati dalle acque del fiume.

Per giungere a questo ambizioso numero, Regione ed Ente Parco hanno lanciato una raccolta fondi per adottare un albero che verrà poi piantato. Le donazioni partono da 20 euro, e sono libere in base alla voglia e alla disponibilità del donatore.

Il parco fluviale partirà dal comune di Casalgrasso, in provincia di Cuneo, e si estenderà per tutta la provincia di Alessandria, passando per il torinese per poi vedere la fine a Saluggia e Trino Vercellese.

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