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Piemonte, Turismo in calo nelle Valli Olimpiche: timori per capodanno

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Il settore del turismo sta vivendo un nuovo calo per via del crescente aumento dei contagi da Covid, e anche in Piemonte la situazione è grave.

Una flessione cominciata meno di un mese fa, quando la curva pandemica ha cominciato a salire vertiginosamente bloccando le prenotazioni alberghiere.

Un dato allarmante, che aveva visto già una prima flessione per via dell’obbligo del Green Pass per le piste da sci. Tuttavia l’aumentare dei contagi rischia di portare a un vero e proprio crollo degli introiti.

Un pericolo in vista di natale e capodanno, le settimane di spicco per il comparto sciistico in termini di prenotazioni alberghiere.

La curva pandemica ha creato un calo del turismo in Piemonte: i dettagli

FederAlberghi Piemonte lancia l’allarme: il turismo sta calando in queste settimane nelle Valli Olimpiche.

Un colpo durissimo per l’intero settore, che sta vivendo un periodo non semplice dopo la chiusura forzata della scorsa stagione sciistica.

I numeri, come sottolineato dall’associazione degli alberghi, sono in risalita, ma potrebbero non bastare per salvare la stagione in termini economici.

Inoltre, a peggiorare la situazione, c’è l’alto numero di cancellazione nel corso di queste ore. Infatti i contagi hanno toccato nel nostro paese quota 36 mila, portando a diverse disdette nelle strutture ricettive piemontesi, nella settimana tra natale e capodanno.

Una notizia di per sé tremenda per le strutture ricettive, che ora fanno i conti col rischio di ulteriori chiusure. Infatti, vista la situazione pandemica, molti proprietari alberghieri temono che il Governo possa varare ulteriori restrizioni, portando a nuove chiusure.

Le speranze, tuttavia sono quelle di prenotazioni dell’ultimo minuto, che possano salvare un intero comparto dal collasso.

In montagna, specie nelle Valli Olimpiche, la partenza della stagione sciistica è stata buona, ma lontano dal tutto esaurito. Infatti la stessa FederAlberghi stima che rispetto al 2019 il calo sia stato di oltre il 45%.

La prevalenza di ospiti in montagna proviene dall’Italia, mentre dall’estero si contano ancora poche adesioni.

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