Economia

Torino, un gruppo statunitense acquista la Galleria Subalpina

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La Galleria Subalpina di Torino, dopo tanti rumors, ha finalmente un nuovo padrone: la cordata statunitense Blackstone.

Il gruppo a stelle e strisce aveva cominciato a muovere manifestazioni di interesse lo scorso luglio, in un progetto ad ampio raggio. Infatti il progetto americano prevede ben quattordici investimenti in Italia, di cui la Subalpina è l’unica struttura piemontese.

La galleria è uno dei simboli della Città della Mole, ideata da Pietro Carrera e mostrata al pubblico per la prima volta il 20 dicembre 1874. L’opera, fino alla firma definitiva del contratto, appartiene a Reale Compagnia Italiana.

Il gruppo italiano nel 2019 aveva deciso per il restauro della struttura, tuttavia la pandemia ha bloccato il progetto, prima che la cordata statunitense mostrasse interesse verso la stessa.

La cordata statunitense Blackstone acquista la Galleria Subalpina di Torino: i dettagli

L’immobile che unisce piazza Castello a Piazza Carlo Alberto, la Galleria Subalpina, non parlerà più torinese. Infatti gli statunitensi di Blackstone dopo una lunga trattativa si sono aggiudicati uno dei pezzi più pregiati del territorio torinese.

L’operazione finanziaria, mediata dal gruppo finanziare Goldman Sachs, che ha svolto la funzione di advisor, vede coinvolte Milano e Torino. Il gruppo USA infatti ha acquistato ben 14 immobili di pregio in Italia, 13 a Milano ed uno a Torino.

L’investimento complessivo dell’intera operazione supera il miliardo e 300 mila euro, tutto a favore di Reale Compagnia Italiana, che deteneva le proprietà immobiliari di tutti gli stabili del lotto.

Al momento la nuova proprietà non ha rilasciato dichiarazioni su come utilizzare la struttura appena acquistata, ma la momento le attività presenti all’interno della Galleria non dovrebbero essere toccate.

Infatti, al suo interno sorgono alcuni dei locali storici della Città della Mole: come il Caffè Baratti & Milano e il più antico cinema di Torino.

Nuovi dettagli saranno rilasciati in futuro.

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