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Politecnico di Torino: sempre di più i furti di biciclette

Da Daniele Riefolo

Ottobre 26, 2021

Entrata Politecnico Torino

Sono sempre più numerose le segnalazioni di studenti che denunciano furti di biciclette al Politecnico di Torino . In questi giorni, infatti, messaggi che raccontano furti di bici o monopattini stanno riempiendo le chat degli studenti.

A volte, le segnalazioni e le descrizioni dei furti sono anche arricchite da veri e propri identikit dei presunti ladri. Ma cosa sta succedendo esattamente?

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A Torino sale il numero dei furti di biciclette al Politecnico: i dettagli

Da un mese si è tornati in presenza, ma il parcheggio per le bici offerto dal Polito non è ancora riaperto per le norme anti-Covid. Così, i parcheggi a tessera magnetica per gli studenti con ingresso su via Boggio, via Peano e corso Duca sono chiusi.

Dunque, i 130 parcheggi in sicurezza non possono essere utilizzati. Le bici vengono così lasciate davanti al Polito. E qualcuno ne approfitta. I furti di biciclette al Politecnico sembrano infatti essere aumentati.

Le segnalazioni degli studenti arrivano fino alla zona di Corso Castelfidardo e del Palagiustizia.  Molte vengono inviate alle pagine social, come Spotted Unito, che le condividono con i loro followers. Invitano inoltre gli studenti a fare attenzione a dove lascino la bici.

Proprio a causa dei numerosi furti di bici, l’Ateneo ha deciso di aprire un accesso al parcheggio interno da corso Castelfidardo. Una soluzione almeno temporanea al problema.

Nonostante i numerosi furti di biciclette al Politecnico, i dati non combaciano con le denunce. Sembra infatti che questo incremento di furti non trovi una conferma concreta nelle denunce sporte alle forze dell’ordine.

Secondo la Questura, infatti, le segnalazioni dei furti sono perfettamente in linea con quelle di altri periodi, senza nessun aumento particolare.

In ogni caso, non si esclude l’ipotesi che le vittime dei furti potrebbero decidere di non sporgere denuncia. Magari sperando di ritrovare la bici a qualche mercatino dell’usato.

O sulle numerose app e siti online che si occupano di vedere oggetti di seconda mano. Come Ebay, ad esempio.

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Daniele Riefolo

Laureato in Filosofia presso l'università degli studi di Bari, ha pubblicato diversi saggi e libri fin dal 2012, Vanta diverse collaborazioni con testate locali e nazionali ed esperto di comunicazione e marketing aziendale