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A Torino può arrivare il primo museo sulla storia degli omosessuali di Italia?

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Torino è sempre più capitale dei diritti civili in Italia e in città potrebbe sbarcare il primo museo sulla storia degli omosessuali del paese.

Un traguardo fondamentale per combattere e abbattere le barriere di genere e i pregiudizi che accompagnano la comunità LGBTQ +.

La Città della Mole ha sempre mostrato grande partecipazione verso la lotta all’integrazione degli omosessuali. Infatti il capoluogo piemontese si era aggiudicata il Pride per lo scorso settembre, tuttavia la parata fu annullata per vie delle norme anti Covid.

La comunità comunque non vuole fermare la propria lotta ed è pronta ad istituire un polo culturale per ripercorrere le tappe storiche verso la parità di genere.

A Torino potrebbe sorgere il primo museo sulla storia degli omosessuali in Italia: i dettagli

La Fondazione Sandro Penna – Fuori, nelle persone di Angelo Pezzana e Maurizio Gelatti, sostengono che la creazione del museo sulla storia degli omosessuali in Italia sia un dovere più che un diritto.

Gli esponenti della fondazione hanno scritto una lettera aperta ad Alberto Cirio, governatore del Piemonte, e il sindaco eletto di Torino, Stefano Lo Russo.

Lo Russo stesso, ancor prima della sua elezione, aveva avviato un dialogo in tal senso verso l’apertura del polo museale.

Il primo cittadino entrante e i rappresentanti della Fondazione avvieranno in questi giorni i dialoghi per l’avviamento del museo.

Una iniziativa che offrirà uno spunto accademico per superare le difficoltà della LGBTQ + ad abbattere i pregiudizi. Inoltre questo museo potrà attrarre in città nuovi flussi di turisti vogliosi di conoscere la storia degli omosessuali.

La Fondazione Sandro Penna – Fuori ha a disposizione alcuni degli archivi più antichi di Italia in materia di omosessualità. Questo materiale storico oltre ad essere messo a disposizione del polo museale fa affermare che il movimento omosessuale italiano sia nato proprio a Torino.

Un polo museale non dissimile da quello di Berlino, Schwules Museum, e proprio come il polo teutonico, anche gli italiani sperano di ottenere l’appoggio degli atenei locali.

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