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Economia, a Torino i salari crescono nel 2021: aumento del 2%

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I salari a Torino crescono nel 2021 di quasi il 2%. Questa stima è emersa dall’indagine retributiva condotta dall’Unione Industriali Torino su 340 aziende e 11 mila dipendenti torinesi. Su un totale di 800 imprese e 60 mila dipendenti in tutto il Nord Italia. Un risultato molto positivo, ottenuto nonostante il persistere della pandemia.

L’analisi retributiva ha consentito di dire che i salari crescono a Torino nel 2021 di quasi 2%. Ha sottolineato inoltre come i profili che potranno guadagnare di più saranno quelli in grado si sfoggiare le competenze 4.0. Un requisito che mette in pole position le nuove generazioni.

Nel 2021 i salari a Torino crescono malgrado il Covid: i dati

I dati emersi dicono che al momento le buste paga pesano 1,8% in più rispetto al 2020. La retribuzione media per gli operai ai aggira sui 27.500 euro lotti all’anno. Gli operai generici hanno uno stipendio di circa 24 mila auro, mentre quelli altamente specializzati possono arrivare a superare i 30 mila.

 Ancora più alta è la soglia per gli impiegati, che arrivano a 38.400 euro. I quadri superano i 69 mila euro, mentre i dirigenti arrivano a 129 mila. Sulla retribuzione incide anche la grandezza dell’impresa in cui si lavora. Se ci si trova in una multinazionale, si può arrivare fino a un +10%.

L’aumento degli stipendi non è l’unica cosa positiva. Ci sono infatti altri elementi che stanno cambiando. In primis, in alcuni casi e in determinati settori sta diminuendo la differenza tra uomo e donna. In queste situazioni particolari, potrebbe addirittura arrivare ad annullarsi.

Inoltre, in futuro inciderà sempre di più il tipo di competenze possedute. Oggi c’è grande richiesta di conoscenze tecnico-scientifiche. I dati emersi mostrano infatti che i lavoratori con competenze digitali hanno uno stipendio superiore del 2%. Per alcune figure professionali l’aumento può arrivare fino al 6-7%. Se poi si è under 35, l’effetto di anzianità sulla busta paga è trascurabile. Così, un giovane con competenze digitali può arrivare a guadagnare 32mila euro l’anno. Contro i 30 mila di un coetaneo senza le competenze 4.0.

Significativo è poi il tipo di laurea. Infatti, si sta creando un divario sempre più ampio non solo tra chi possiede una triennale e chi ha conseguito una laurea magistrale. Cresce anche la differenza tra chi ha un titolo nelle materie tecnico-scientifiche e chi segue percorsi umanistici, collocati più in basso. I primi nelle aziende più grandi hanno un salario un salario di ingresso superiore ai 2 mila euro al mese.

Infine, ci sono ancora due elementi importanti: il welfare aziendale, applicato dal 71% delle aziende, e lo smart working. Sono infatti poco più del 30% i lavoratori da remoto. Una tendenza che in alcuni settori sta sconfinando. Tra luci ed ombre, comunque, la situazione sul fronte lavoro è buona nonostante il 2021 non sia stato facile.

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