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Sanità, a Torino il primo trapianto di rene tramite modello virtuale

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Si è concluso positivamente il primo trapianto di rene tramite modello virtuale a Torino. E un nuovo capitolo della medicina si è appena aperto. Il prezioso traguardo è stato raggiunto dal gruppo di ricerca del professor Francesco Porpiglia, ordinario di Urologia all’Università di Torino. Fondamentale è stata poi la collaborazione con Medics3D, società nata dall’incubatore hub del Politecnico di Torino.

Insomma, il meglio quando si parla di ricostruzione virtuale ed elevata accuratezza delle immagini radiologiche. Questa tecnologia era stata utilizzata fino ad adesso per il trattamento dei tumori urologici. Ma ora, per la prima volta, il suo impegno è stato esteso al trapianto di rene.

Già da alcuni mesi il gruppo di ricerca collaborava con il Centro Trapianti della Fundaciò Pugivert di Barcellona, diretta dal dottor Alberto Breda. L’obiettivo della collaborazione era riuscire ad effettuare un trapianto robotico di un rene guidato dalla realtà aumentata. Un trapianto di rene tramite modello virtuale appunto.

A Torino il primo trapianto di rene con modello virtuale: i dettagli

L’obiettivo era ambizioso: si trattava infatti della prima esperienza al mondo con questa tecnica. Durante l’intervento, infatti, questa tecnica permette di identificare le placche calcifiche sulle arterie del paziente ricevente, dove vengono collegati i vasi del rene del donatore. L’individuazione di queste placche nel vaso sanguigno tramite immagini virtuali è fondamentale. Il chirurgo, in questo modo, può incidere l’arteria e la sutura dei vasi renali nelle aree dove queste non sono presenti. In totale sicurezza ovviamente.

Il gruppo spagnolo, dunque, ha inviato a Torino le immagini radiologiche del paziente ricevente. Qui, i bio-ingegneri hanno ricostruito virtualmente l’anatomia vascolare identificando le zone critiche in cui erano presenti le placche. Con questo prezioso modello in 3D, gli urologi del San Luigi e i bio-ingegneri della Medics si sono recati a Barcellona per effettuare l’intervento.

A eseguire l’intervento sul paziente settantenne è stato il robot “Da Vinci”, guidato dagli urologi italiani. Grazie al modello in 3D, i medici hanno potuto guidare il robot e fargli fare delle suture vascolari in una zona in cui le placche non erano presenti. L’identificazione dell’area sana dell’arteria è avvenuta con la massima precisione e sicurezza, permettendo delle suture ben allineate. Tutto questo grazie al modello in 3D.

L’intervento è durato cinque ore e ha avuto esito positivo. Con il trapianto di rene tramite modello virtuale, si è aperta una nuova frontiera della medicina. E ancora una volta Torino si è rivelata fondamentale. Il capoluogo torinese solo un paio di settimane fa si era distinto per un trapianto di cuore storico.

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