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Torino, l’ex officina Nebiolo diventerà una moschea e uno spazio polifunzionale

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Una moschea a Torino sorgerà sulle ceneri dell’ex officina Nebiolo in via Boggio 26.

Il luogo di culto tuttavia è solo una parte del polo polifunzionale che la Confederazione Islamica Italiana ha progettato all’atto dell’acquisto.

Il piano prevede diverse funzioni all’interno del palazzo ormai disabitato da anni, soprattutto per attività come lo studio e la foresteria.

Nella Città della Mole questo è solo l’ultimo esempio di privati che rimettono a nuovo grandi strutture fatiscenti cittadine. Uno degli ultimi esempi è quello dell’ex foresteria dei dipendenti Ferrovie dello Stato in via Sacchi, che verrà riconvertito in un albergo della catena Hostelzzz.

Una moschea e un polo polifunzionale sorgeranno dalle ceneri dell’ex officina Nebiolo di Torino: i dettagli

In corso Novara angolo via Bologna l’ex officina Nebiolo cambierà definitivamente i connotati, trovando finalmente una nuova vita.

La Confederazione Islamica Italiana ha acquistato lo stabile per un milione di euro.

L’idea è semplice: creare un riferimento per cittadini e per coloro che vogliano professare il proprio culto.

Gli spazi saranno così sfruttati:

  • 80% a servizi di pubblica utilità: biblioteca, area mostre, studentato e aule studio
  • 20% occupato dalla nuova moschea

Questa mossa inoltre potrà aumentare il turismo di fede musulmana, che adesso avrà un nuovo, e importante, luogo di culto. Inoltre questo spazio sarà un grande riferimento per i fedeli islamici, sempre più presenti nel capoluogo piemontese.

Grande spazio è stato dato alla cultura, che offrirà ai giovani diversi spazi da dedicare allo studio, tra foresteria, biblioteca e aule didattiche.

Le aule studio saranno a disposizioni della Università di Torino e del Politecnico cittadino. Questo perché nella parte nord della Città della Mole le aule studio sono poche, mentre la richiesta degli studenti eccede l’offerta messa a disposizione dagli atenei.

Inoltre i posti letti verranno gestiti in parte dalla Confederazione Islamica e in parte dall‘EDISU.

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