Articoli HPTerritorio

Piemonte, la crisi colpisce anche gli allevamenti: chiusa una stalla su cinque

1007
Tempo di lettura: < 1 minuto

La crisi economica legata alla pandemia ha colpito diversi settori, ed adesso in Piemonte rischiano anche gli allevamenti, con una chiusura su cinque.

Un dato triste, che segue la tendenza regionale, che ha fatto registrare nel 2020 un crollo del prodotto interno lordo del 9.4%. Il settore ristorativo risulta il più colpito, dove solo nella città di Torino si sono registrare 549 chiusure di ristoranti e attività ristorative.

In Piemonte la crisi degli allevamenti aumenta: i numeri

Confagricolutra Piemonte lancia un preoccupante allarme: un allevamento su cinque chiude per sempre.

Oltre a essere un danno per centinaia di famiglie, questa notizia ha un ulteriore riscontro: questa crisi rischia di compromettere la filiera zootecnica piemontese.

La pandemia ha ulteriormente accelerato un comparto in crisi da oltre dieci anni, con stalle chiuse e impossibile da riaprire.

Nel 2010, infatti, nel Piemonte si registravano 3625 stalle, con un numero di bestiame dichiarato di 264488 capi.

A distanza di undici anni, con l’ultimo rilevamento nell’agosto del 2021, in Piemonte si sono registrati 2828 allevamenti, con 239821 capi di bovini all’interno.

Una flessione che tocca la percentuale del 22%. Un dato preoccupante, soprattutto perché una stalla chiusa è difficilmente riavviabile, portando il settore in crisi.

Infatti per costruire un allevamento valido dal punto di vista genealogico serve uno sforzo importante, sia in termini di lavoro che di risorse economiche da investire nell’attività.

Ora la priorità è evitare che altre stalle possano chiudere, compromettendo la filiera zootecnica piemontese.

L’Italia è uno stato che importa quasi il 50% di carne bovina, ma questo comunque non priva di difficoltà le filiere zootecniche.

Ad aumentare la crisi sono stati i costi maggiorati delle materie prime per la nutrizione, soprattutto di cereali, aumentati del 50%.

Le mandrie di bovini in estate raggiungono le montagne, contribuendo a tenere viva la zona.

La crisi ha inoltre portato a un calo del prezzo della carne bovina sul mercato di quasi il 25%.

1007

Related Articles

1007
Back to top button
Close
Close