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Ferriere di Torino, storia dell’industria piemontese

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Nella bassa valle di Susa, a circa 25 km ovest di Torino, sorge Buttigliera Alta. Ferriera è una frazione di questo piccolo comune, che deve il suo nome allo stabilimento di Ferrière sous Jougne.

Le Ferriere di Torino, i primi anni

Ferrière sous Jougne

Alfonso e Giuliano Vandel, nel 1890, avevano identificato il comune di Buttigliera Alta, come il luogo ideale per la creazione del nuovo stabilimento. L’azienda produceva chiodi da scarpe e fil di ferro. Fu costruita in una zona più bassa della valle. Nacque così, nel 1891, una nuova frazione del comune, battezzata Ferriera: il nome era legato alla città di provenienza dei Vandel, Ferriere Sous Jougne.

Le Ferriere Piemontesi

L’azienda installò nel 1896 forni e laminatoi. Iniziò così a lavorare acciaio e laminati di vergella, ma solo dopo pochi anni lo stabilimento industriale si ingrandì nuovamente. Nel 1899 cambiò ragione sociale e nome: nacquero le Ferriere di Buttigliera Alta e di Avigliana.

La domanda, però, continuava ad aumentare e la società decise nel 1906 di costruire un nuovo stabilimento. La nuova area industriale nacque sulle sponde del fiume Dora prendendo il nome di Ferriere Piemontesi e inaugurate nel 1907. La nuova costruzione era fornita di acciaieria, forni elettrici, laminatoi e treni interni per il trasporto dell’acciaio.

Durante la Prima Guerra Mondiale, le Ferriere Piemontesi, con il loro importante apparato produttivo, dominarono la scena. Le Ferriere furono erano, infatti, impegnate nel rifornimento di acciai per parti d’armi e proiettili. Si pensi che nel 1917 l’azienda ospitava al suo interno ben 550 operai. Divenne presto uno dei principali stabilimenti della città di Torino.

Ex Ferriere Fiat Vitali

La Fiat Ferriere

Nel penultimo anno di Guerra, la Fiat decise di ampliare il suo raggio d’azione. Si inserì nel settore della siderurgia. Ampliandosi, assorbì al suo interno le Ferriere Piemontesi. L’annuncio fu fatto dagli azionisti del gruppo Fiat e dal presidente Giovanni Agnelli il 7 dicembre 1917. Con questa mossa di mercato, la Fiat si specializzò non soltanto nella fonderia e nella produzione di acciai, ma anche nella creazione di componenti per auto, apparati elettrici, macchine utensili, motori e comparti per carrozzeria.

Si favorì in questo modo la produzione automobilistica, motoristica e aviatoria, di pezzi grezzi e materie prime. Nel 1918, terminata la guerra, la Fiat si ampliò nuovamente. Acquistò altri appezzamenti di terra e istallò nuovi macchinari. I lavori terminarono nel 1920. In questi anni l’officina accoglieva ben 3.000 operai. Ciò non bastò, perchè le officine si ampliarono ancora e ancora e, durante la Seconda Guerra Mondiale vi lavoravano oltre 4.800 operai.

Lavoratori all'interno della Ferriera Teksid di Aviglian

Gli ultimi anni della Guerra e la Teksid

Negli ultimi anni della guerra, le Ferriere non erano solo un complesso industriale, ma anche uno dei punti nevralgici dell’antifascismo cittadino. Gli impianti, per queste ragioni, subirono anche dei blocchi da parte dei fascisti stessi, fermando i lavori. Inoltre l’area divenne anche teatro di scontri tra partigiani e tedesci, nell‘aprile del 1945.

Terminato il conflitto, le Ferriere tornano a lavorare a pieno ritmo. L’attività rimase costante fino al 1978, quando nacque la Teksid: che verrà a sua volta assorbita nel Gruppo Finsider nel 1982. L’impianto chiuse definitivamente nel 1992 in seguito alla crisi del settore metallurgico.

Ex Ferriera in Parco Dora riqualificata

Parco Dora, sulle ceneri delle Ferriere di Torino

 L’edificio venne abbattuto nel 2005. Cosa fare, dunque con questo spazio immenso? Si inserì l’area in un piano di riqualificazione urbana.

Si creò un ampio polmone verde nell’area, quello che adesso è riconosciuto come Parco Dora Torino. Il parco è costituito da cinque lotti : ognuno di essi ha un nome – Vitali, Ingest, Valdocco – che corrisponde ai tre lotti delle Ferriere Fiat, Michelin e Mortara.

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