Territorio

Torino, Paolo Damilano presenta la sua candidatura nel centrodestra per le comunali

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Torino è ormai pronta ad accogliere un nuovo sindaco grazie alle prossime elezioni comunali del 3-4 ottobre, e Paolo Damilano presenta la propria candidatura per il centrodestra.

Chiara Appendino è pronta consegnare le chiavi di Palazzo di Città il prossimo autunno, al termine del proprio mandato. La prima cittadina uscente ha provato a dare una svolta green alla città, rendendo Torino anche la capitale europea dello sport nel 2021.

A due mesi dal passaggio di mano i contendenti alla fascia tricolore cominciano a varare i piani.

Il centrodestra torinese, tramite la lista Torino Bellissima, vuole rilanciare le proprie ambizioni tramite il volto di Paolo Damilano.

Damilano, come si definisce sul sito web della campagna elettorale, è un torinese orgoglioso di esserlo. Il candidato sindaco è un imprenditore radicato nel territorio, soprattutto nel settore alimentare dove gestisce la cantina di famiglia e alcune etichette di acqua minerale. Inoltre ha riqualificato alcune storiche realtà del territorio in ambito agroalimentare e all’interno delle sue cantine ha aperto un ristorante stellato: il Massimo Camia Ristorante.

La sua attività sul territorio inoltre va oltre la semplice imprenditoria: dal 2013 al 208 ha diretto il Museo del Cinema. sempre nel 2013 è stato eletto presidente della Piemonte Film Commission.

Paolo Damilano presenta la propria candidatura alle prossime elezioni comunali di Torino: i dettagli

Damilano ha scelto di raccontare sé stesso e alcuni dei punti cardine del suo progetto elettorale sulle pagine del Corriere della Sera.

Si definisce un uomo dai grandi valori derivati dalla famiglia. Antifascismo, lavoro e donare un lascito al prossimo sono gli insegnamenti paterni.

Il suo staff è formato da un coeso gruppo di uomini e donne, un mix tra esperienza e politica e sociale con alla base l’impegno di tutti per giungere agli obiettivi preposti.

Uno dei primi caratteri messi in mostra è quello di rilanciare le ambizioni della Città della Mole, che adesso deve guardare al mondo.

Nel suo piano c’è posto per il rilancio di Porta Nuova e Porta Susa, quest’ultimo come grande hub europeo di connessione tra l’Italia e il Vecchio Continente.

Tra i punti toccati c’è la parità sociale, e partendo da ciò vuole guadagnare la fiducia dei torinesi.

Damilano si fa garante del suo partito, mettendoci la faccia, con alla base un’idea inamovibile: le sue idee su diritti, libertà, progresso non cambieranno per cercare di attrarre elettori.

Alla base del suo impegno c’è la ferma convinzione che il 35% degli elettori che al momento non hanno intenzione di votare debba comprendere che il futuro della città non sia una questione tra destra e sinistra. Il candidato è convinto che se i torinesi assimilino questo messaggio, le probabilità di vittoria non potranno che crescere.

L’imprenditore inoltre si difende dalle accuse del candidato PD LO Russo, che ha sostenuto che Damilano si sottragga al dibattito politico. Per Damilano il tempo di fare comizi è a settembre, mentre adesso la sua priorità è scenderei n strada ad ascoltare la voce della gente.

Il candidato del centrodestra vuole fare degli eventi il branding per far ripartire il territorio. Alla base ci sono progetti anche di sport, con un Palio in stile senese, oltre a progetti per rilanciare le piccole filiere.

Tra i temi trattati anche la questione della Tangenziale Est. il capogruppo di Torino Bellissima sostiene che il progetto sia prioritario per tagliare il traffico da corso Moncalieri e Casale.

Il progetto più ambizioso riguarda la conversione di Torino Porta Nuova da polo ferroviario a culturale. Così facendo Torino Porta Susa diverrebbe il grande hub ferroviario piemontese.

Damilano ha infine dichiarato che continuerà a dare il suo contributo alla società anche in caso di sconfitta.

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