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Torino, una nuova offerta per la gestione della Basilica di Superga: la chiusura può essere scongiurata

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La Basilica di Superga di Torino sta vivendo una vera corsa contro il tempo per evitare la chiusura, e in queste ore potrebbe arrivare la svolta.

Un mancato accordo sul demanio ha messo a rischio il regolare accesso alla struttura, che in mancanza di un accordo dovrà chiudere i battenti il primo luglio.

Infatti l’apertura della struttura è vincolata dalla presenza di un ordine religioso al suo interno, e il pomo della discordia è dissipato in questo cavillo.

L’ordine dei servi di Maria lascerà la struttura entro giugno, lasciando scoperta la Basilica. Questa rinuncia ha fatto saltare il banco dell’accordo tra l’Agenzia del Demanio del Comune di Torino e i reggenti della Basilica, l’Ordine dei Servi di Maria e l’Artis Opera (che gestisce il polo museale).

In queste ore è arrivata una importante novità: un nuovo ordine religioso si è detto pronto a prendere la reggenza della Basilica. In caso di accordo la chiesa eviterebbe la chiusura, programmata attualmente al primo luglio.

C’è un’offerta per evitare la chiusura della Basilica di Superga a Torino: i dettagli

Il capolavoro di Filippo Juvarra oltre a essere un punto saldo della religiosità cittadina è meta per ogni appassionato di architettura. Una chiusura della struttura sarebbe un danno enorme per la città, sotto ogni punto di visto.

L’accordo non trovato sul demanio della zona ha fatto storcere il naso a molti cittadini, ma in queste ore si è aperto uno spiraglio per evitare la chiusura.

La Congregazione dei Legionari di Gesù ha avviato da diverse settimane dialoghi per subentrare nella reggenza della chiesa.

Da Palazzo di Città non arriva nessuna dichiarazione, ma la trattativa parrebbe essere a un buon punto.

La congregazione aveva già provato a entrare nel capoluogo piemontese, essendo un ordine devoto alla Sacra Sindone, e adesso i tempi appaiono maturi.

La disputa tuttavia adesso riguarda il polo museale, che il Comune vorrebbe separare dal polo religioso. Sotto questo punto lo stallo è ancora aperto, e al momento la priorità resta non chiudere la Basilica.

La prossima settimana, però, è fissato tra Regione, Comune e curia religiosa per cercare una mediazione definitiva alla vicenda.

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