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Migliora la qualità dell’aria a Torino, ma peggiorano piogge e temperature

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La qualità dell’aria di Torino continua a migliorare.

È ciò che emerge dalle rilevazioni effettuate da Arpa Piemonte, che ha preso in esame le condizioni atmosferiche dell’ultimo anno e le ha rapportate con le annate precedenti.

Dalle analisi è stato possibile appurare come la qualità della nostra aria sia stata sensibilmente migliorata nel corso del 2020, con emissioni nettamente ridotte e inquinamento a livelli molto inferiori rispetto al solito.

In tutto ciò ha contribuito in maniera molto importante il lockdown, con la chiusura totale di marzo e aprile e le varie chiusure delle zone gialle, arancioni e rosse che hanno ridimensionato l’inquinamento ambientale. Questo grazie alla riduzione degli spostamenti con i mezzi (pubblici e soprattutto privati), la contrazione delle produzioni industriali e molti altri fattori che, in genere, rendono l’aria più pesante.

L’emergenza sanitaria ha dunque avuto effetti positivi sull’ambiente, ma si tratta di un risultato singolare. Senza la pandemia, probabilmente, si sarebbe continuato sulla stessa linea delle statistiche degli anni passati.

Bene la qualità dell’aria a Torino, male temperature e piogge

Mentre migliora la qualità dell’aria di Torino, non si può dire lo stesso delle piogge e delle temperature.

Il 2020, infatti, è stato il sesto anno più caldo degli ultimi 63. La temperature media di ogni giorno è stata di 10,6 gradi: una cifra elevata, se si pensa che sia stata anche superiore di 1,1 gradi rispetto alle medie registrate nei trent’anni tra il 1971 e il 2000. Una variazioni piuttosto preoccupante, che però rende l’idea di come il caldo sia diventato una consuetudine torinese non soltanto durante la primavera e l’estate, ma anche durante l’autunno inoltrato. Senza contare gli sbalzi dei mesi di gennaio, febbraio e marzo degli ultimi anni, che hanno quasi portato una primavera anticipata già nel corso delle stagioni invernali.

Stesso discorso per le precipitazioni, che si sono contratte in maniera vistosa negli ultimi decenni. La scarsa frequenza della caduta delle piogge ha fatto sì che, negli utlimi anni, specie nel periodo 2014-2019, sono state registrati fenomeni atmosferici troppo contenuti e poco omogenei. Una situazione che si riflette sullo stato di salute dei fiumi locali, dei quali appena la metà versa in buono stato (il 47% del totale, meno di uno su due).

Insomma, la fotografia che emerge dalle rilevazioni di Arpa Piemonte spinge a riflettere sulle trasformazioni climatiche che la nostra città (e più in generale il mondo) sta vivendo. Il ritorno alla normalità in maniera graduale potrebbe portare ulteriori peggioramenti e conseguenze più negative, i cui effetti erano stati finora contenuti.

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