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Corso Marconi: la storia del viale di Torino che ospitò Mike Bongiorno

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Prima di approdare in America nel dopoguerra, un giovane Mike Bongiorno visse per 15 anni in Corso Marconi.

Passato alla storia come una dei conduttori televisivi più amati d’Italia.

Mike Bongiorno intrattenne milioni di italiani con i suoi quiz serali sul piccolo schermo.

Nato Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, in pochi sanno che un giovane Mike visse a Torino i primi anni delle sua gioventù.

Fu proprio al civico 22 di corso Marconi in cui visse il noto presentatore.

Ciò nonostante, negli anni Trenta il corso intitolato a Guglielmo Marconi, portava un altro nome.

Si chiamava infatti Corso Valentino, una denominazione che venne sostituita durante il ventennio fascista, così come tante altre vie di Torino.

Per esempio, proprio sotto il regime di Benito Mussolini, viali come corso Francia dovettero cambiare nome.

Quest’ultimo in particolare proprio perché ricordava una nazione nemica, divenne poi corso Gabriele D’Annunzio.

Ciò nonostante l’odierno nominativo di Corso Marconi è rimasto invariato fino ai giorni nostri, offrendo il nome anche a una fermata della metro.

Fatto sta che Mike Bongiorno abitasse quindi in Corso Valentino e non in Corso Marconi.

Anche se, tuttora, c’è ancora qualche anziano che utilizza il vecchio nome, per colpa di una inattaccabile abitudine.

Prevalentemente, dovuta anche al fatto che l’ex Viale del Valentino da sempre aveva portato questa denominazione.

Corso Marconi: la storia del viale di Torino che ospitò Mike Bongiorno in gioventù

Infatti, si ha traccia della strada sin dal Seicento.

Sulle mappe conservate all’Archivio di Stato di Torino, risulta come Corso Valentino, al tempo una modesta via, conducesse all’ingresso del Castello di Casa Savoia.

Oggi come allora, file di alberi verdeggianti costeggiavano il viale, fino alle sponde del fiume Po.

Attraversato diagonalmente da un ulteriore viale che collegava piazza Carlo Felice con il Castello, la strada era rigorosamente sterrata.

Il rigoglioso viale alberato rendeva più che piacevole una passeggiata in mezzo al verde della Torino settecentesca.

Così come anche i tragitti in carrozza su e giù per corso Valentino, erano una gradevole abitudine dell’epoca, in quanto passatempo preferito dalle classi borghesi e aristocratiche.

Sfortunatamente quell’atmosfera incantevole si perse con la trasformazione urbana dei secoli successivi.

Durante l’occupazione napoleonica si demolì la cinta muraria della città.

Mentre nel corso del XIX secolo, i nuovo progetti urbanistici diedero vita al nuovo quartiere di San Salvario.

Fu così che verso la metà dell’Ottocento, il viale del Valentino si trovò richiuso all’interno dei confini di Torino.

Mentre, la strada diagonale che lo attraversava dovette far spazio ai nuovi complessi residenziali di San Salvario.

Nonostante lo stravolgimento della planimetria del quartiere, si presentò dal primo momento la questione del mantenimento del viale e della prospettiva del corso stesso.

Problemi che si palesarono all’epoca così come al giorno d’oggi.

Esattamente a distanza di oltre un secolo, nel momento in cui il Comune di Torino si decise a costruire un parcheggio sotterraneo, che avrebbe segnato la fine del viale alberato.

Trovò l’opposizione dei residenti di San Salvario, che richiamavano la conservazione della storia del Corso.

La stessa ragione per la quale, più volte, obiettarono i cittadini dell’epoca.

Recentemente invece, un nuovo progetto urbanistico del Comune di Torino per corso Marconi e l’intero quartiere di San Salvario è all’orizzonte.

Si spera che queste nuove e innovative modifiche alla viabilità possano portare anche solo brevi tratti dell’affascinante atmosfera settecentesca.

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