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Prende forma il progetto per lo Scalo Vallino: l’apertura a maggio

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Al posto del vecchio edifico di piazza Nizza sorgerà un nuovo polo di biotecnologie, rimangono però i dubbi sul progetto

Entro il mese di maggio diventerà realtà il progetto del nuovo centro di biotecnologie molecolari allo Scalo Vallino.

Il centro accademico di 8mila metri quadri, sviluppato dall’Università di Torino, sorgerà nella vecchia zona ferroviaria all’insegna del green e dell’ecosostenibilità.

Lo Scalo Vallino nasce nell’omonima area della città compresa tra la ferrovia, corso Sommelier e via Nizza.

Costruito alla fine dell’Ottocento a servizio della stazione di Porta Nuova.

Nel corso del XX secolo è stato utilizzato come scalo merci, officina per riparazioni dei treni, magazzino e nel suo ultimo periodo, anche deposito per le società che affittavano gli spazi da Ferrovie dello Stato.

Ma adesso è pronto a rinascere come nuovo polo di ricerca scientifica, un primo passo verso il rilancio dell’area partito nel 2014.

Uno step iniziale al quale ne seguiranno altri due.

Il primo è già partito con i lavori di bonifica per la realizzazione della nuova struttura di biotecnologia dell’ateneo torinese.

Il secondo invece è ancora fermo.

I cantieri non sono ancora partiti e per adesso la galleria commerciale e lo studentato progettati da NovaCoop dovranno ancora aspettare.

Ultimata invece la struttura per il nuovo centro di biotecnologie

Adesso si attende l’arrivo degli arredamenti ordinati di recente, insieme al materiale per il centro di ricerca in medicina sperimentale e al centro di bio-imaging molecolare.

In questo modo tra 60 giorni potranno anche arrivare i primi ricercatori che accederanno direttamente alla struttura attraverso l’ingresso su piazza Nizza.

A pieno regime l’edificio principale lavorerà direttamente con il centro interdipartimentale in via Nizza, ospitando 180 persone tra ricercatori e scienziati.

Ma per l’apertura completa bisognerà ancora aspettare qualche tempo: l’inaugurazione avverrà a step e verso la fine del 2021 il polo sarà operativo al 100%.

Nel mentre l’Università di Torino prepara il progetto per un nuovo edificio sempre allo Scalo Vallino

Sfruttando l’ampio spazio che offre l’ex scalo ferroviario, è stato presentato il disegno di costruzione per un nuovo complesso di 14mila metri quadri adiacente a quello appena costruito.

Il progetto verrà concluso nel 2023 e richiederà 30 milioni di finanziamenti provenienti dalla Regione Piemonte.

Una somma di poco inferiore a quella spesa per la realizzazione del neo polo di biotecnologie: 20 milioni più tutti i costi per le attrezzature professionali e gli arredamenti.

Tuttavia, rimane nel dimenticatoio la riqualificazione dell’area attorno allo Scalo Vallino

Progettata nel 2015 sempre da NovaCoop, il disegno prevede la costruzione di nuovi spazi commerciali, un alloggio per studenti e una nuova strada tra via Nizza e corso Sommelier.

Ma per nessuna di queste opere sono mai partiti i cantieri.

Soprattutto dopo le parole dell’ad Ernesto delle Rive che si diceva pronto a ultimarle entro il 2021.

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