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Niente supermercato nel vecchio Cinema Arlecchino

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Il Consiglio Comunale firma la delibera che cancella l’intervento di rivalorizzazione, il progetto del supermercato non è stato considerato d’interesse pubblico

Nonostante le aspettative, non ci sarà nessun futuro per il progetto di costruzione di un supermercato all’interno delle sale dell’ex Cinema Arlecchino.

Questa è stata la decisione ufficiale del Consiglio Comunale di Torino, che ieri pomeriggio ha approvato la delibera di diniego che cancella di fatto il cambio di destinazione d’uso del vecchio stabile ormai dismesso.

Dopo la marcia indietro della Giunta comunale, il voto della Sala Rossa si è fatto attendere fino a pochi giorni dalla scadenza del ricorso al Tar presentato dalla proprietà dei locali.

Si può dire quindi conclusa una vicenda che ormai durava da più di tre anni.

Il progetto per il nuovo supermercato nel Cinema Arlecchino aveva da subito incontrato l’opposizione dei negozianti di Borgo San Secondo, preoccupati per le conseguenze economiche e per le alterazioni alla viabilità dell’area.

Ciò nonostante, secondo il Comune gli interventi non avrebbero rivestito caratteristiche di interesse pubblico e per questa ragione è arrivato il dietrofront.

Al termine della votazione infatti erano 22 i voti favorevoli all’approvazione delle delibera, con un solo astenuto.

Ma adesso bisognerà capire quale sarà il futuro della struttura all’incrocio tra via San Secondo, corso Sommeiller, via Governerolo e via Sacchi.

La domanda per il permesso di costruzione era arrivata dalla società Gep srl

Il piano d’intervento prevedeva il mantenimento dell’attuale destinazione d’uso con una sala polivalente, aperta ai residente del quartiere in accordo con il Comune di Torino.

Mentre sulla restante superficie di 800 metri quadrati, si sarebbe invece dovuto realizzare il supermercato della catena commerciale iN’s.

Il mutamento della destinazione d’uso era stato richiesto dalla proprietà del Cinema Arlecchino per trovare nuovi investitori a fronte delle difficoltà economiche degli ultimi anni.

Ma alla fine sarà l’ennesimo nulla di fatto, sebbene la Circoscrizione 1 abbia espresso la volontà di privilegiare una nuova funzione culturale per l’ex cinematografo.

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