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Ex Cinema Arlecchino a Torino: storia del vecchio cinema tra memoria cittadina, chiusura e ipotesi di rilancio

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 27, 2026

L’Ex Cinema Arlecchino Torino è uno di quei posti che molti torinesi ricordano ancora bene. Oggi, però, resta fermo in una zona grigia fatta di memoria, abbandono e progetti mai davvero chiusi.
Si trova in corso Germano Sommeiller 22, all’angolo con via San Secondo, e la sua storia attraversa quasi un secolo. Inoltre, non parla solo di cinema. Parla anche di ballo, musica, guerra, trasformazioni urbane e futuro ancora incerto.

In sintesi: perché l’Ex Arlecchino conta ancora

– Si trova in corso Germano Sommeiller 22, angolo via San Secondo
– Nasce come Cinema Imperiale nel 1923
– Nel dopoguerra diventa anche Arlecchino Danze, storica sala da ballo
– Negli ultimi anni è rimasto a lungo chiuso e al centro di discussioni sul suo futuro
– Ancora oggi è visto come un luogo simbolico della memoria culturale torinese

Le origini: prima dell’Arlecchino c’era il Cinema Imperiale

L’edificio non nasce direttamente come Arlecchino. In origine, infatti, qui sorgeva il Cinema Imperiale, già presente negli anni Venti del Novecento e indicato con costruzione nel 1923. Occupava tre locali al piano terreno dello stabile di corso Germano Sommeiller 22, nel quartiere di Borgo San Secondo.

Questo passaggio è importante. Spiega infatti che la storia del luogo parte prima del nome con cui oggi viene ricordato. L’Arlecchino, in sostanza, è solo una delle identità assunte nel tempo da uno spazio che ha attraversato fasi molto diverse.

I bombardamenti della guerra e le riparazioni del 1944

Durante la Seconda guerra mondiale, il vecchio Cinema Imperiale subì danni pesanti. I bombardamenti del 18 novembre 1942 e del 13 luglio 1943 colpirono infatti il locale, provocando danni alla copertura, lesioni ai muri e la distruzione totale degli infissi.

Entro ottobre 1944, però, le opere di riparazione risultavano già eseguite. Questo dettaglio conta, perché dimostra che il luogo non sparì dopo i bombardamenti. Al contrario, riuscì a sopravvivere e a rientrare nella vita urbana del dopoguerra.

Il dopoguerra e la stagione di Arlecchino Danze

Nel secondo dopoguerra il locale cambiò volto e divenne Arlecchino Danze. Da quel momento non fu più solo una sala cinematografica. Si trasformò infatti in una sala da ballo e spettacolo, una delle più note e prestigiose della città.

Questa fase durò dalla fine degli anni Cinquanta fino agli anni Novanta e lasciò un segno profondo nella memoria collettiva. Sul palco passarono artisti molto popolari. Tra i nomi ricordati compaiono Peppino di Capri, Tony Renis, Fred Bongusto, ma anche Gino Paoli, Gigliola Cinquetti e Fausto Leali.

Qui sta uno dei punti più forti della storia dell’ex Arlecchino. Non era solo un contenitore. Era un luogo di socialità, musica e vita notturna. Per questo il nome è rimasto così radicato nella testa di molti torinesi.

Quando torna a essere cinema e perché diventa un simbolo cittadino

Dopo la stagione da sala da ballo, la struttura tornò a essere un cinema con il nome di Cinema Arlecchino. Per anni è stato un luogo familiare a intere generazioni di torinesi. Non soltanto per i film, ma anche per ciò che rappresentava: un presidio di spettacolo in una zona centrale e viva della città.

Questa seconda vita come cinema ha consolidato il suo valore simbolico. L’Arlecchino, infatti, non è rimasto nella memoria solo per la facciata o per l’indirizzo. È rimasto perché ha accompagnato abitudini, serate e pezzi di quotidianità urbana.

La chiusura e il lungo periodo di abbandono

Negli ultimi anni la storia si è fatta molto meno brillante. Gli atti comunali ricordano che l’edificio, situato in Circoscrizione 1, dal 2014 non era più utilizzato come cinema e risultava in parte dismesso, con la sola presenza di una discoteca al piano seminterrato.

Parallelamente, altre ricostruzioni giornalistiche collocano la chiusura vera e propria tra il 2015 e il 2016. Nel 2019 si parlava già di circa quattro anni di stop. Più avanti, nel 2023, un’interpellanza comunale riportava uno stato di abbandono che andava avanti da circa nove anni.

Tradotto in modo semplice: la struttura è uscita dal circuito culturale da tempo e da allora non è più tornata davvero a vivere. Ed è proprio questo stallo prolungato ad aver alimentato il dibattito cittadino.

Il progetto bloccato e il nodo tra cultura e commercio

Nel 2017 la proprietà presentò una richiesta di permesso a costruire in deroga. L’idea era quella di trasformare gran parte dell’immobile, assegnando gli spazi a una sala polivalente, a una parte commerciale e a una parte terziaria.

Quel progetto, però, si fermò. Nel 2021 il Consiglio comunale non riconobbe l’interesse pubblico dell’intervento e negò la deroga. Il punto era chiaro: cambiare destinazione d’uso avrebbe sottratto alla città una delle poche aree ancora adatte a ospitare una sala per lo spettacolo di dimensioni significative, sostituendola con una funzione commerciale giudicata meno coerente con la vocazione del luogo.

Qui emerge il vero nodo dell’ex Arlecchino. Non si discuteva solo di mattoni. Si discuteva di cosa dovesse diventare uno spazio con una storia così forte: funzione culturale o resa immobiliare.

Il ricorso al TAR e la situazione ancora aperta

Dopo il diniego del 2021 arrivò anche il passaggio davanti al TAR Piemonte. Nel 2022 il ricorso della proprietà fu accolto, ma per un vizio procedurale legato alla mancata comunicazione del preavviso di rigetto.

Questo, però, non si tradusse in una rinascita immediata. Anzi, nel 2025 il Comune continuava a parlare di un immobile chiuso e in stato di abbandono da circa nove anni, in attesa di una nuova proposta della proprietà. In altre parole, il contenzioso non ha rimesso in moto davvero il luogo. Ha solo confermato quanto la situazione restasse irrisolta.

La possibile rinascita nel 2026: teatro della Fondazione Egri?

Sul futuro più recente conviene usare prudenza. Nel febbraio 2026, alcune testate locali hanno raccontato la possibilità di una rinascita dell’ex Arlecchino come nuovo teatro della Fondazione Egri per la Danza.

Secondo queste ricostruzioni, Susanna Egri avrebbe annunciato l’avvio di una nuova fase per lo stabile, spiegando che la Fondazione avrebbe finalmente trovato una casa stabile. È una pista concreta e interessante. Tuttavia, per come è stata raccontata qui, questa parte poggia soprattutto su articoli di stampa e non su un passaggio istituzionale definitivo altrettanto solido e trasparente.

Quindi il punto è semplice: sì, la pista esiste. Però, finché non si vedono passaggi formali chiari e irreversibili, meglio non trattare la rinascita come cosa fatta.

Perché l’Ex Cinema Arlecchino Torino continua a far discutere

L’ex Arlecchino continua a interessare Torino perché mette insieme tre livelli diversi. Il primo è la memoria cittadina. Il secondo è la funzione culturale. Il terzo è il destino urbanistico di uno spazio centrale e riconoscibile.

Per questo non viene percepito come un edificio chiuso qualunque. È un luogo che ha attraversato il Novecento tra cinema, musica, ballo e trasformazioni della città. E proprio per questo la sua sorte continua a pesare nel dibattito torinese.

Cose da sapere sul vecchio Arlecchino

Dove si trova l’Ex Cinema Arlecchino Torino?

L’Ex Cinema Arlecchino si trova in corso Germano Sommeiller 22, all’angolo con via San Secondo, nel quartiere di Borgo San Secondo.

Come si chiamava prima l’Ex Cinema Arlecchino?

In origine si chiamava Cinema Imperiale. Le fonti storiche lo collocano già negli anni Venti del Novecento e indicano il 1923 come anno di costruzione.

L’Arlecchino è stato solo un cinema?

No. Nel dopoguerra fu anche Arlecchino Danze, una storica sala da ballo e spettacolo molto nota a Torino. Per questo il luogo è ricordato non solo come cinema, ma come spazio di socialità e musica.

Quando ha chiuso il Cinema Arlecchino di Torino?

La fase di chiusura si colloca tra 2014 e la metà degli anni Dieci. Gli atti comunali parlano di mancato utilizzo come cinema dal 2014, mentre altre ricostruzioni giornalistiche collocano la chiusura tra 2015 e 2016.

Che cosa potrebbe diventare l’Ex Cinema Arlecchino?

Negli anni si è parlato di una trasformazione commerciale e terziaria, poi bloccata. Più di recente, nel 2026, è emersa l’ipotesi di una rinascita come teatro della Fondazione Egri per la Danza, ma su questo punto conviene ancora muoversi con prudenza.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende