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La conversione del cinema Arlecchino in un market finisce al TAR

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I dissidi sulla questione del Cinema Arlecchino di Torino, che nei piani della proprietà dovrebbe essere in un market, verrà risolta al TAR.

L’ex sala cinematografica, che ha chiuso i battenti nel 2014, nel 2017 era stata acquisita dal gruppo di ipermercati PAM.

Il progetto, tuttavia, ha scatenato la rabbia dei residenti del quartiere, che hanno chiesto a gran voce che la struttura non fosse dedicata a un discount ma a una struttura per migliorare la vita nel quartiere.

Dopo anni di stallo, però, la proprietà ha chiesto al TAR di imporre al comune una scelta, in una tempistica che non andrà oltre il mese di febbraio.

La storia del Cinema Arlecchino e le polemiche

Il cinema, costruito nel 1923, sorge tra corso corso Sommeiller e via San Secondo e in principio si chiamava Cinema Impero.

I 500 metri quadrati erano diventati un riferimento per il quartiere, ma la nascita dei nuovi multi sala ha gettato la storica struttura in crisi economica.

La proprietà decise di chiudere la sala nel 2014, e nel 2017 il Gruppo Pam ne ha acquisito le mura per creare uno dei suo discount noto per i bassi prezzi.

Questa scelta ha mandato su tutte le furie i residenti e commercianti della zona.

Per gli abitanti un supermercato di quel genere sfavorirebbe gli esercenti di zona e rovinerebbe il decoro dell’isolato.

Nel 2017, i cittadini fanno sentire la propria voce attraverso una raccolta firme per arenare il progetto.

Una mossa che ha spiazzato anche Palazzo di città, che era pronto a intascare 250 mila euro per le opere di riqualificazione urbana a carico del supermarket.

Il TAR deciderà il futuro della struttura

La proprietà dello stabile, dopo tre lunghi anni, ha deciso di appellarsi al TAR per obbligare il comune a scegliere.

Il palazzo di città dovrà esprimersi in merito all’accettazione del piano di riqualificazione urbana.

La delibera arriverà a gennaio, o nelle peggiori delle ipotesi a febbraio.

La decisione sarà prettamente politica, visto che il piano urbano proposta porta senza dubbi migliorie al decoro urbano.

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