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Trapianto di fegato miracoloso alle Molinette: una mamma salva la figlia di 3 anni

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Trapianto di fegato alle Molinette, una mamma salva la sua bimba di 3 anni

All’Ospedale Molinette è andato in scena l’ennesimo trapianto di fegato con condizioni a dir poco particolari.

La struttura ospedaliera della Città della Salute di Torino ha avuto modo di ospitare una mamma e sua figlia, protagoniste di un intervento tanto insolito quanto complesso. Qui, infatti, una giovane madre e giunta per salvare la vita della sua bimba. Quest’ultima lottava da tempo con una grave patologia al fegato.

Nello specifico, la piccola soffriva di una malattia congenita piuttosto grave, che conduce addirittura all’atresia delle vie biliari. Un problema non da poco, che ha determinato una serie di disagi abbastanza pesanti nella vita quotidiana della bimba. Per garantirle un’esistenza quasi normale, già nei suoi primi mesi di vita la giovanissima paziente era stata sottoposta a degli interventi. Le operazioni, però, non erano state sufficienti a offrirle la sopravvivenza in condizioni di normalità.

Così, la donna, di origine sarda, dopo essersi informata su tutte le possibilità che aveva per salvare la vita a sua figlia, ha deciso di recarsi nel capoluogo piemontese per rivolgersi a un centro altamente qualificato, in grado di fronteggiare le situazioni più disperate.

L’operazione alla Città della Salute

Giunta a Torino, la donna ha dato la sua completa disponibilità a effettuare un trapianto di parte del suo fegato. Un pezzo del suo organo sarebbe finito alla bambina, per consentirle di superare i suoi problemi.

Mamma e figlia si sono sottoposte a un’operazione della durata di 12 ore, avvenuta presso il Centro Trapianto di fegato delle Molinette, diretto dal professor Renato Romagnoli. L’intervento è perfettamente riuscito e sia la donna che sua figlia sono in buone condizioni di salute.

Si tratta di un altro grande traguardo della sanità locale. La Città della Salute di Torino si è dimostrata, ancora una volta, all’altezza di delicate situazioni. In questa occasione si doveva fare i conti con la donazione da parte di un volontario vivente, disposto a rinunciare a una porzione di un suo organo fondamentale pur di salvare la propria bimba. Un contesto che non si presenta spesso e che rende l’idea della complessità dell’intervento svolto, oltre che della bravura di chi ha permesso che ciò andasse a buon fine.

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