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Il Covid compromette la cura dei tumori in Piemonte: salta una diagnosi su tre

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Con la Pandemia crollano gli screening oncologici in Piemonte, adesso l’aspettativa di vita nazionale scende di 1.3 anni

Sono sempre di più gli ammalti in Italia e in Piemonte che rinunciano a curarsi per colpa della Pandemia, nel mentre crescono i casi di tumori non identificati.

Dai recenti studi dell’associazione Salutequalità è emerso come in Piemonte sia saltata un visita specialistica su tra nell’anno del Covid.

Parliamo di un segno meno di 28.240, una diminuzione del 29% che si trova ad appannaggio di una situazione nazionale altrettanto preoccupante.

I dati vedono come prime vittime le donne, senza contare che tra il 2019 e il 2020 in Piemonte il numero di mancate diagnosi di tumori e terapie sarebbe più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.

L’emergenza sanitaria ha quindi determinato evidenti problematiche nell’accesso a prestazioni ambulatorie, ospedaliere e chirurgiche.

Mansioni di un sistema sanitario bloccato che, dopo aver accumulato infinite liste d’attesa, non ha potuto fare altro che interrompere più volte le prestazioni non urgenti, ma anche quelle che non hanno più trovato spazio negli ospedali.

Così adesso sarebbero circa 700 i tumori senza diagnosi

Un dato preoccupante al quale è seguito di pari passo anche un abbassamento dell’aspettativa di vita di almeno un anno e un mese.

Sono almeno 40.160 gli screening mammografici saltati nel primo semestre del 2020 (-52,9%) per un ritardo in lista d’attesa di 2,6 mesi e circa 216 casi tumorali non diagnosticati.

Numeri che potrebbero ancora peggiorare, dal momento in cui l’andamento nazionale registrato a inizio 2021 arriva al 43,5% di screening in meno e a un ritardo di quasi 4 mesi.

Ma sono ancora di più invece gli screening colonrettali non eseguiti: 15.954 in totale (-53,7), per i quali si ipotizzano 211 diagnosi mancate e un ritardo accumulato di 2,7 mesi.

Salgono anche le cifre per gli screening cervicali: sono infatti 38.845 quelli non effettuati (-55,43%) che vanno a contare un ritardo accumulato di 2,8 mesi e 248 tumori non diagnosticati.

Al momento rimangono da recuperare 17 mila visite.

Con lo scoppio delle terza ondato e i nuovi picchi di contagi in gran partner delle Regioni italiane, il mondo della sanità pubblica ha dovuto affrontare l’ennesimo stop a prestazioni e visite non urgenti.

Gli ospedali sotto la pressione del Covid sono vicini alle soglie di pericolo e di fronte questa situazione, il Dirmei ha dovuto agire di conseguenza.

Adesso ritornerà quindi il rischio di un ulteriore allungamento delle liste d’attesa della sanità, e se primo di marzo si contavano circa 17 mila attività da recuperare, adesso il numero salirà inevitabilmente.

Di fronte a questa situazione il Piemonte aveva chiesto e ottenuto risorse urgenti dal governo per arginare l’emergenza tumori.

Un piano di recupero che purtroppo si è dovuto interrompere con lo scoppio della seconda e poi della terza ondata.

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