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Rischio sfratto per l’Imbarco Perosino: la Città chiede 140 mila euro

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Il Comune definisce una scadenza per il pagamento, ma il ristorante Imbarco Perosino rischia di chiudere per sempre

Lo striscione apparso ieri mattina sulla banchina del locale affacciato sul Po parla chiaro: “Sfrattati in zona rossa”.

Questa è la triste situazione che il ristorante Imbarco Perosino di Torino si trova a dover affrontare e che adesso rischia lo sfratto.

Nonostante i piccoli passi che sono stati fatti nelle trattative con la Città, adesso c’è il serio rischio di sgomberare completamente l’attività, facendo la fine di tanti altri locali storici del parco del Valentino.

In realtà un accordo ci sarebbe anche, ma a detta della direzione sarebbe alquanto irraggiungibile.

L’Imbarco Perosino dovrebbe infatti sborsare oltre un centinaio di migliaia di euro entro il 2023 per evitare lo sfratto e partecipare al futuro bando.

Una situazione simile a quella della causa del Club Scherma, che vede appunto una somma impossibile da recuperare, specialmente adesso con il locale chiuso a causa della zona rossa.

E che probabilmente neanche il ristorante a pieno regime tutte le sere sarebbe in grado di raggiungere.

Tuttavia, la storia dietro gli ultimi avvenimenti è molto più complessa

Dopo due sentenze e una causa in corso in Cassazione, la direzione del locale sulle rive del fiume Po non è riuscita a trovare una quadra.

Alberto Perosino aveva acquistato la struttura in legno sul lungo fiume nel lontano 1937.

Ma, sfruttando la legge regionale del 1977 che rendeva di fatto i terreni limitrofi alla sponde d’acqua proprietà demaniale, il Comune ha di fatto deciso, dieci anni fa, di aumentare il canone d’affitto alla famiglia proprietaria del ristorante.

Proprio per questa ragione infatti i Perosino hanno poi trascinato la Città in tribunale.

Ma da quel momento i ritardi nei pagamenti hanno portato la proprietà a rischiare lo sgombero.

Di fronte a questa ingiustizia, invocata dalla titolare Anna Perosino, adesso il locale ha avviato una campagna di Crowfunding per raccogliere un parte della somma richiesta.

Per l’Imbarco Perosino saranno necessari 138 mila euro complessivi per chiudere l’accordo e intanto la Città di Torino fornisce i primi chiarimenti.

La manovra consiste in un piano di rientro per il recupero dei debiti nei confronti dell’amministrazione.

Ma la speranza rimane comunque nel successo della raccolta fondi, che potrebbe garantire ai ristoratori la permanenza della struttura almeno fino alla fine della concessione.

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