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“L’ora esatta” sciopera per la prima volta in 15 anni

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È proprio da Torino che arriva l’ora esatta e adesso blocca il servizio per sciopero

L’ora esatta, dopo 15 anni di servizio, va in sciopero. Questa è la prima volta dalla nascita dell’Inrim, Istituto nazionale di ricerca metrologica.

A Torino lavorano circa 300 dipendenti, tra ricercatori, borsisti, assegnisti e personale tecnico amministrativo.

Proprio gli addetti di una delle eccellenze del panorama internazionale della ricerca per la prima volta incrociano le braccia e bloccano il lavoro.

Lo sciopero dell’ora esatta arriva in seguito ad una situazione di disagio provocata da decisioni incomprensibili della parte datoriale.

Come il rifiuto di applicazioni di norme contrattuali, della flessibilità oraria, del diritto alla formazione e all’informazione.

Inoltre si aggiunge anche la mancata approvazione dei contratti integrativi degli anni 2017 e 2018 da parte dei ministri.

Per chi non lo sapesse, l’ora esatta in Italia arriva proprio da Torino e ad occuparsene è proprio l’Inrim.

Quest’ultimo da anni distribuisce al paese l’orario su cui si regolano tutti gli orologi italici.

Sono 5 gli istituti che si occupano della misura del tempo e sono tutti coordinati dall’istituto di Torino.

In che modo funziona? Sono lanciati in orbita una serie di satelliti di geoposizionamento che, con il loro movimento e posizione, trasmettono l’ora esattissima.

In aggiunta, l’ora esatta ha anche un passato europeo.

Poiché a Torino essa è stata misurata per tutta l’Europa sempre dall’Inrim che ha collaborato con francesi ed italo-tedeschi.

Per calcolare l’ora esatta hanno utilizzato dei satelliti Galileo.

A Torino l’ora esatta rappresenta una tradizione che però cambia faccia con il passare delle epoche.

Non è più un particolare strumento nazionale, ma diventa un nuovo mezzo di uso internazionale ed europeo.

Starà proprio a Torino fornire un mezzo che metta l’Europa all’avanguardia rispetto agli Stati Uniti.

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