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L’Europa sceglie Torino come sede del centro per l’innovazione sociale

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La Commissione europea finanzierà un budget da un milione di euro, adesso con l’aggiudicazione del bando si pensa a Open Incet come base operativa

L’Unione Europea sceglie Torino come unica sede italiana per il Centro di competenza per l’innovazione sociale.

La Città attraverso il Settore Fondi Europei e Innovazione si è aggiudicata per l’ennesima volta il bando di un progetto europeo come capofila.

Dopo la Casa delle Tecnologie Emergenti e il Centro Italiano per l’Intelligenza Artificiale, adesso Torino diventerà un “incubatore” sociale al servizio delle realtà del terzo settore.

Cosa significa?

Significa che l’obiettivo del nuovo centro per l’innovazione sociale sarà quello di sostenere la nascita e la crescita di start-up, specialmente nel fasi di maggiore fragilità, ovvero la saturazione e l’avvio dell’attività.

Si parla di sviluppo di idee, di progetti e del loro percorso fino alla trasformazione in imprese.

Il tutto dedicato alla realtà operanti nel terzo settore e nell’economia sociale

Il nuovo polo troverà casa nell’ex sede Open Incet di via Cigna, ma a dire il vero abbiamo a che fare con un fenomeno che in Italia è ancora molto giovane.

L’idea di incubatore sociale può spesso trovarsi in contrasto con l’idea di incubatore tradizionale.

Quest’ultima infatti pone una maggiore enfasi su un determinato prodotto, mentre il primo punta maggiormente sulle finalità dei processi attivati.

Lo scopo sociale appunto si articola nelle volontà di raggiungere gli obiettivi di uno sviluppo economico sostenibile e di una società più inclusiva.

Alla base del quale vi è la decisione di spingere gli enti del Terzo settore verso una maggiore ibridazione con il mondo del for-profit.

Insieme alla necessità di lavorare sull’acquisizione di competenze capaci di rafforzare la cultura manageriale e quindi sulla loro capacità di autosostenersi.

Gli incubatori sociali aiutano a stimolare l’innovazione.

Di fatto, sviluppano nuovi sistemi di pensiero e aiutano a non ricadere in ragionamenti obsoleti che possano ostacolare i processi di risposta ai nuovi bisogni manifestati dalla società.

Il Centro per l’innovazione sociale a Torino diventerà così uno strumento di forte impatto su un territorio regionale che storicamente, dai santi sociali in poi, è stato in grado di applicare nuove pratiche in questo campo specifico.

Grazie alla vocazione dell’imprenditorialità sociale della Città quindi, si potrà fruttare una rimarchevole possibilità di sviluppo sociale e industriale.

Alimentata soprattutto dalle capacità tecnologiche e dalla presenza di importanti investitori.

Il Centro per l’innovazione sociale avrà anche responsabilità di tipo comunitario

Il Polo si occuperà tra le tante cose anche di sostenere e coordinare i nascenti centri in Grecia, Romania e Slovenia.

Mentre a livello amministrativo, la vittoria del Comune nel progetto europeo “EaSi” (Employment and Social Innovatione) dal budget di 900 mila euro, non è arrivata senza l’aiuto dei partner.

Trenta stakeholder italiani pubblici e privati hanno infatti contribuito al risultato, portando Torino ad affermarsi come uno dei più importanti centri al mondo per l’innovazione sociale e la finanza a impatto.

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