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Torino capitale italiana dell’Intelligenza artificiale

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Candidatura sostenuta dall’Arcidiocesi con il Servizio per l’Apostolato Digitale.

La candidatura di Torino a capitale italiana dell’Intelligenza artificiale è stata presentata dal direttore della pastorale universitaria e coordinatore del servizio per l’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino don Luca Peyron.

Il giorno dopo la pubblicazione della strategia governativa per l’intelligenza artificiale, che prevede la creazione di un Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A), l’arcivescovo ha candidato la città piemontese a ospitare il futuro istituto.

La proposta ha subito raccolto consensi dal mondo industriale, come il Gruppo ICT dell’Unione Industriale di Torino o come il Club degli Investitori, un’associazione di oltre 180 business angel in Italia. Ma anche le istituzioni, l’università ed il Politecnico hanno sostenuto a gran voce la candidatura di Torino a capitale italiana dell’Intelligenza artificiale.

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Torino capitale italiana dell’Intelligenza artificiale

Il progetto

Tutto nasce per rafforzare la ricerca italiana nel settore dell’Ai all’interno delle strategie del ministero dello Sviluppo Economico.

Un progetto ambizioso che prevede un migliaio di addetti, tra ricercatori e manodopera. E un finanziamento da 80 milioni di euro che potrebbero arrivare a 180 se si riuscisse a intercettare il programma europeo sul digitale.

In questo scenario Torino ha tutte le carte in regola per diventare sede del futuro Istituto nazionale dell’Intelligenza Artificiale. Le avrebbe, infatti, innanzitutto da un punto di vista tecnologico con due grandi Atenei di respiro internazionale. Atenei che proprio su questi temi si collocano ai massimi livelli insieme ad un tessuto imprenditoriale interessante e interessato.

Ma poi Torino ha la cultura giusta per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale in Italia. La cultura del lavoro preciso e geniale che ha fatto nascere nei secoli tanta innovazione tecnologica.

La candidatura di Torino è senz’altro un buon segnale (sui social è anche partito l’hashtag #aitorino). La città ha atenei ben preparati e un tessuto industriale e politico pronto a mettersi in gioco.

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