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AstraZeneca: Piemonte nel mirino dopo la retromarcia sul blocco

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Lo stop preventivo e l’immediato dietrofront delle vaccinazioni con AstraZeneca, infuriato il Sindacato medici. Adesso il Piemonte rischia di compromettere la campagna

Con a monte il decesso di un docente di Biella, prima il blocco delle vaccinazioni con l’antidoto di AstraZeneca, poi l’annuncio della ripresa: il Piemonte così rischia di diffondere la paura.

Sono giorni di confusione e critiche quelli che la Regione Piemonte si è trovata a dover affrontare nell’ultimo weekend.

Al tragico evento avvenuto nel Biellese è seguita, non senza problemi, la sospensione del lotto ABV5811 (20 mila dosi già somministrate e 3700 in giacenza).

Lo stesso a cui apparteneva la dose somministrata a Sandro Tognatti, il docente del conservatorio di Novara morto nelle prime ore di sabato mattina.

L’uomo ha perso la vita nella sua abitazione, esattamente 14 ore dopo la somministrazione del vaccino ricevuta venerdì pomeriggio presso il centro vaccinale di Candiolo, in provincia di Biella.

Il blocco iniziale e la repentina retromarcia sulle vaccinazioni con AstraZeneca, che l’assessore alla sanità del Piemonte, Luigi Icardi, ha motivato come “una scelta di prudenza”, hanno colto di sorpresa il Ministero della Salute.

Tali decisioni infatti spetterebbero esclusivamente all’Agenzia italiana per il farmaco e all’Ema, l’agenzia europea, ma evidentemente le critiche non sono arrivate solo dal governo.

Ospedale Padiglione Valentino Torino
AstraZeneca Piemonte nel mirino dopo la retromarcia sul blocco

Il sindacato medici dell’Anaao di fatto, non si è tirato indietro dal rimproverare le azioni della Regione

Chiedendo in primo luogo che la campagna vaccinale venga gestita da persone competenti in logistica, gestione e analisi dei dati.

Effettivamente, non si può ignorare la gravità di ciò che è accaduto sabato mattina.

La diffusione di messaggi fuorvianti per poi smentirli due ore dopo, rischia di compromettere seriamente la campagna dei vaccini, diffondendo paura e diffidenza tra i cittadini.

Infatti, nell’ultime 24 ore sono stati in molti a segnalare la volontà di disdire la prenotazione per la vaccinazione con AstraZeneca.

In questo momento servono le risposte della scienza, per scongiurare reazioni “di pancia” dettate dall’emotività e dall’ansia.

Ma nel mentre ribatte Palazzo Lascaris, difendendo la scelta di sospendere il lotto come un’azione preventiva presa in considerazione insieme all’Aifa.

Adesso bisognerà attendere l’autopsia

Nonostante le difficoltà del momento, il Piemonte si prepara comunque a lanciare la nuova fase della campagna vaccinale, ma non senza preoccupazioni.

Nello specifico infatti si potrebbero presentare rallentamenti nell’iscrizione per le persone nella fascia d’età 70 – 79, che da oggi possono prenotarsi sulla piattaforma per poi essere chiamati dal medico di base.

In questo caso, il vaccino previsto per le somministrazioni sarà proprio l’AstraZeneca, ma la Regione assicura il regolare proseguimento della campagna.

Sempre a partire da questa mattina, i medici di famiglia potranno effettuare le prenotazioni per i pazienti più fragili, convocandoli in seguito attraverso un sms.

A questa categoria spetterà i vaccini americani Pfizer e Moderna, al di fuori di ogni sospetto.

Tuttavia per quanto riguarda AstraZeneca, in giornata sapremo gli esiti del caso di Biella.

Ma il mondo scientifico assicura la sicurezza dei vaccini.

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