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Al via la campagna vaccinale per i vulnerabili e gli over 70 in Piemonte

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Domani il caricamento delle adesioni, ma si teme per AstraZeneca: diverse le rinunce dei pazienti alle somministrazioni del vaccino anglo-svedese

Nonostante la fase 1 non sia ancora stata completata, domani prenderà piede la campagna vaccinale per i vulnerabili e gli over 70 in Piemonte.

I pazienti oncologici, dializzati e trapiantato riceveranno una prima dose del vaccino Pfizer o Moderna, così come anche per le persone disabili della Regione.

Mentre per i cittadini piemontesi nella fascia di età tra i 70 e i 79 ci sarà la somministrazione dell’antidoto di AstraZeneca.

Alla partenza su entrambi i fronti si potrà contare inoltre sull’aiuto degli oltre 3 mila medici di base del Piemonte.

Tuttavia la campagna non partirà in quinta, prima bisognerà attendere il caricamento delle adesioni sul portale regionale da parte degli over 70, o tramite i medici di base nel caso di soggetti estremamente vulnerabili.

Insomma, il Piemonte prosegue nonostante i ritardi nelle tabelle di marcia, ma adesso bisognerà fronteggiare il caso AstraZeneca e le sue conseguenze.

A seguito degli eventi dell’ultima settimana riguardanti il vaccino, sono stati molti i forfait alle somministrazioni.

Rinunce preoccupanti per il Dirmei, che ieri ha richiesto all’Asl i dati delle possibili percentuali dei cittadini che hanno declinato la vaccinazione con l’antidoto inglese.

La risposte mostrano una percentuale di rinunce mediamente attorno al 5 e al 10 per cento, con picchi anche fino al 30.

Pertanto, stiamo parlando di persone che non si presentano al centro vaccinale temendo per la propria salute.

Il tutto nonostante non sia ancora stata individuata una correlazione tra la somministrazione del vaccini AZ e i casi esplicati precedentemente.

Al via la campagna vaccinale per i vulnerabili e gli over 70 in Piemonte

Nel mentre, aumentano i centri dell’Asl a Torino per potenziare la campagna vaccinale del Piemonte

In giornata infatti aprirà il quarto istituto dell’Asl nel capoluogo piemontese.

Precisamente in via Artom, dopo quelli già operativi in via Schio, via Gorizia e all’Ospedale San Giovanni Bosco.

Il Comune infatti ha messo a disposizione i mille metri quadrati del Centro Universitario Sportivo, il CUS Torino.

Con 17 box vaccinali a regime che consentiranno oltre mille vaccini al giorno.

Nel frattempo invece, non è “tutto tranquillo” sul fronte degli over 80.

La lentezza delle vaccinazioni continua a provocare ritardi in tutta la regione, suscitando malumori anche per coloro i quali, non potendosi muovere, devono ricevere la propria dose a domicilio.

Parliamo di persone anziane, spesso assistite da badanti o da parenti, che si ritrovano ormai da mesi in lista d’attesa, costretti a ripetuti tamponi per restare in sicurezza.

Problematiche che però al momento dovranno essere risolte in contemporanea con l’inizio della fase 2.

Tornando alla categoria dei vulnerabili invece, il governo prevede la vaccinazione contestuale dei parenti o dei conviventi nel caso di rare patologie.

Specialmente nel caso di minori che, non potendo essere immunizzati per la mancanza di dosi per la loro fascia d’età, vedranno vaccinarsi i genitori o i relativi tutori.

Così come il decreto ministeriale stabilisce anche la vaccinazione dei disabili gravi con le stesse modalità, quindi somministrando l’antidoto ai famigliari e ai caregiver.

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