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Piemonte: nonostante il Covid, creati 8 mila posti di lavoro

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I dati sul lavoro rimangono comunque in negativo rispetto al 2019 ma il blocco dei licenziamenti non fa precipitare l’occupazione in Piemonte

Nell’anno della Pandemia, il Piemonte sorprende nel bilancio del mercato del lavoro: 8 mila nuovi posti in tutta la Regione.

Malgrado le difficoltà portate dall’ultimo anno, il panorama lavorativo piemontese ha mostrato segnali tanto inaspettati quanto sorprendenti.

Nel 2020 infatti si sono create diverse occasioni di lavoro rispetto alle cessazioni de contratti.

Il tutto però grazie al blocco dei licenziamenti che ha permesso di mantenere sul piano il tasso di occupazione.

Ma il risultato rimane comunque negativo se paragonato con i dati del 2019.

La fine dell’anno infatti è stata particolarmente pesante secondo il Ministero del Lavoro.

Nel quarto trimestre del 2020 sono stati attivati 126.084 posti di lavori in tutto il Piemonte, mentre però se ne perdevano 145.911 in parallelo.

Un saldo negativo di 19.827 unità che segnala un netto peggioramento rispetto al terzo trimestre.

Nel tempo di tre mesi infatti l’attivazione di nuovi posti di lavoro è calata del 14,3% con le cessazioni invece che crescevano del 22,3%.

Il saldo quindi è passato dall’essere positivo, con +27.889, a negativo con un segno meno di 19.827.

Tendenze che ovviamente sono state speculari a quelle dei primi due trimestri del 2020.

Dopo tre mesi si registrava infatti un saldo positivo di 20.321 unità, mentre a giugno il numero era lo stesso, ma il segno invece era l’opposto, pari a -20.455.

Tuttavia, proprio per queste ragioni, il Piemonte ha registrato nel complesso un saldo positivo fra i posti di lavoro attivati (483.333) e quelli cessati (475.405) di 7.928 unità.

Ovviamente gli stessi dati non sono stati ad appannaggio di tutte le regioni

A dare le misure delle difficoltà attraversate nel 2020, troviamo proprio il confronto con il 2019.

Nell’arco di un anno infatti si sono persi 16.380 posti di lavoro a causa di un ribasso del 17.5% di nove posizioni occupazionali.

Che solo in parte è stato compensato da 78.032 cessazioni minori dovute proprio al divieto di licenziamenti.

Parliamo di un andamento in negativo che ha avuto luogo i tutte le regioni del Nord Italia:

  • Lombardia: -70.787
  • Veneto: – 40-328
  • Emilia Romagna: – 28.427
  • Liguria: – 10.617.

Un totale di perdite che appunto dà una spiegazione al 65% dei posti di lavoro spariti a livello nazionale.

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