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Crollano il benessere economico e gli occupati in Piemonte

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Sempre più in calo il benessere economico in Piemonte: la nostra regione in fondo alle classifiche ISTAT

Il benessere economico in Piemonte sembra essere sempre più una condizione riservata a poche persone.

Stando ai dati pubblicati dall’ISTAT in materia economica, relativamente allo stato di salute delle regioni italiane, la nostra sembra essere in affanno, molto più di altre realtà.

Una flessione di numerosi indicatori, che hanno portato il Piemonte, dopo mezzo secolo, a giocarsi le ultime posizioni delle graduatorie prese in esame.

Un declino, quello piemontese, che ha catturato l’attenzione dell’economista Mauro Zangola. Quest’ultimo ha condotto delle ricerche piuttosto interessanti per scoprire come il Piemonte stia affrontando questa decadenza e in che modo sta subendo il confronto con altre regioni d’Italia.

Un’interessante indagine su un periodo non proprio felice per i nostri territori, flagellati prima dalla crisi economica e, poi, dagli effetti devastanti su ogni comparto avuti dal Coronavirus.

Facciata Palazzo Madama Torino

I numeri di una crisi preoccupante

Proprio la pandemia pare aver indirizzato ulteriromente questi dati negativi su un sentiero ancora più fosco.

Il Piemonte, infatti, si trova a contendersi gli ultimi tre posti nelle classifiche che prendono in considerazione le dieci regioni più virtuose d’Italia.

La nostra regione si pone sullo stesso piano di Liguria, Umbria e Marche per ciò che concerne il sostegno alle famiglie con il reddito di cittadinanza, la precarietà del lavoro, il benessere economico e i dati sull’occupazione.

Al contrario, si giocano le posizioni di testa la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige.

Andando ad analizzare gli indicatori specifici del Piemonte, si scopre che, nel terzo trimestre del 2020, la disoccupazione era all’8,4%. Di questi, oltre il 50% erano ex occupati in cerca di nuovo impiego, mentre i nuovi inseriti nel mondo del lavoro erano una minoranza.

A questo discorso si allaccia il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro, tra i 15 e i 64 anni.

Mente nel 2019 la percentuale era del 63,8%, l’anno successivo ha superato di poco il 60%. Una contrazione di oltre 3 punti percentuali, che fa preoccupare parecchio, soprattutto se si pensa che queste siano conseguenze della diffusione della pandemia.

Infine, un dato che fa riflettere riguarda il benessere economico in sé, che può essere quantificato in base al valore aggiunto prodotto dai cittadini.

Nel 2019, la cifra piemontese totale era di oltre 123 miliardi di euro, con un valore aggiunto compreso tra i 28mila e i 29mila euro per abitante. Ciò significa che anche la ricchezza ha avuto una forte contrazione, anche prima che arrivasse in Italia il virus.

Insomma, una situazione per niente florida, per la quale è stata espressa una ricetta già conosciuta e raccomandata, ma non sempre rispettata: maggior lavoro ai giovani e alle donne, che hanno bisogno di più inclusione per rendere più efficiente il sistema.

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