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Economia, rischio chiusura a Torino per il 90% dei negozi del centro

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La chiusura dei negozi di Torino per la pandemia, come rivelato da ASCOM Torino, potrebbe aggirarsi attorno al 90% dopo la pandemia.

L’associazione di Confcommercio ha intervistato gli esercenti del centro torinese, riscontrando un malcontento non indifferente, specie per la chiusura della regione.

Gli intervistati, con una proporzione di nove su dieci, hanno mostrato sfiducia nella riapertura della loro attività dopo il periodo di lockdown.

Chiusura negozi Torino: i dati

La zona più colpita è quella del centro storico, dove tra affitti e concessioni demaniali, il peso della chiusura forzata è più lampante.

L’ASCOM, nella sua indagine sul clima di fiducia del terzo trimestre, segna un trend preoccupante.

Le attività nascenti sono in calo, con un preoccupante -21% nel solo capoluogo rispetto a dodici mesi fa.

Un numero che sale al -24% se si considera l’intero Piemonte.

Un trend, che durante l’estate si inverte, quando nel periodo da giugno a settembre il saldo tra imprese nascenti e cessate era di quasi di + 1400 unità.

Le assunzioni, invece, sono crollate del 41%, con 35 mila unità in meno.

I fatturati, inoltre, sono scesi del 32% di media.

I settori più colpiti sono quello ricettivo, con un calo del 60% sul fatturato, e della ristorazione con perdite pari al 56%. Anche il commercio al dettaglio è stato colpito, con perdite del 38%.

L’ASCOM, vista la sfiducia degli esercenti che si rivolgeranno ad istituti di credito per sopravvivere, ha chiesto l’intervento immediato delle istituzioni regionali e nazionali.

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