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Il Piemonte torna in zona arancione: chiusura per bar e ristoranti

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Dopo 4 settimane di zona gialla il Piemonte retrocede in zona arancione, sono 8 invece i comuni in zona rossa

Era inevitabile, i numeri dell’ultima settimana non facevano ben sperare e per questa ragione l’ultima domenica di febbraio è stata anche l’ultimo giorno di zona gialla per tutti i piemontesi.

A partire da oggi, lunedì 1 marzo, il Piemonte farà quindi compagnia alla Lombardia e alle Marche in zona arancione.

Una transizione che nessuno avrebbe voluto ma il cui arrivo era ormai evidente.

Oggi l’ufficialità: Piemonte in Zona ArancioneL’aumento dei contagi ha portato il Piemonte al fatidico passaggio dalla zona gialla alla zona arancione.

Il virus adesso corre a una velocità di trasmissione più alta, con l’indice Rt che cresce fino a 1,2 e i ricoveri che segnano un +50 solo nella giornata di ieri.

Secondo i dati dell’Unità di Crisi Regionale, il bollettino di domenica registra 10.733 tamponi eseguiti, quasi 15mila in meno rispetto a sabato.

902 sono le persone risultate positive al Coronavirus, circa l’8,4% dei tamponi eseguiti, mentre 297 sono invece gli asintomatici.

Il Piemonte in zona arancione adesso conta 250mila casi da inizio Pandemia e 9300 decessi.

Numeri che diventano sempre più inquietanti con il passare del tempo e che solo le restrizioni, per quanto sofferte, possono arginare.

Il Piemonte torna in zona arancione chiusura per bar e ristoranti
Il Piemonte torna in zona arancione chiusura per bar e ristoranti

Restrizioni più severe in arrivo

Torneranno a chiudere musei, bar e ristoranti, sperando che marzo possa portare una riapertura.

Ritorna invece il divieto di uscire dal proprio comune di residenza, salvo comprovate esigenze da dimostrare con l’autocertificazione.

Nel mente, il futuro degli impianti sciistici diventa sempre più buio, la stagione è praticamente agli sgoccioli e adesso la ripresa è ormai un miraggio.

Ma con un Piemonte in zona arancione, sono 8 i Comuni che hanno dovuto fare un ulteriore passo indietro, diventando rossi a causa delle diffusione della varianti.

La concentrazione maggiore interessa soprattuto la Val Vigezzo, nel Verbano, dove sono attualmente in lockdown totale i Comuni di Re, Craveggia, Villette, Toceno, Malesco, Santa Maria Maggiore e Druogno.

Ciò nonostante, per completare la lista si è aggiunto anche il comune di Cavour nel Pinerolese, che al momento è sotto osservazione speciale per individuare un possibile focolaio di variante inglese.

Adesso i sindaci dei centri in zona rossa chiedono a gran voce uno screening di massa con tamponi molecolari per fermare il contagio.

Ma la Regione non promette ancora nulla e adesso il Presidente Cirio cercherà di far arrivare la proposta a Roma.

Intanto il Piemonte cerca di accelerare con i vaccini

A breve arriverà il report dell’Istituto Zooprofilattico con i nuovi dati sulla diffusione delle varianti e nel mentre la Regione comincia a prepararsi in vista delle futuro campagne vaccinali.

Nella giornata di domani infatti si terrà un incontro con le associazioni che riuniscono le cliniche e le strutture private per estendere la rete dei centri vaccinali.

Il Comune di Torino è già riuscito a trovare un accordo con Gradenigo e Koelliker, ma i privati chiedono di venire a conoscenza delle regole nel dettaglio.

Per il momento il tasso di occupazione degli ospedali non preoccupa, ma con la tendenza in crescita e l’incombenza della nuova campagna vaccinale si dovrà decidere sulla necessità di ridurre l’attività non urgente degli ospedali.

Adesso infatti saranno le persone con disabilità, i trapiantati, i dializzati e i pazienti oncologici a ricevere le nuove somministrazioni.

Un ulteriore passo in avanti verso l’immunità di gregge, ma una terza tranche che continuerà a stressare il sistema sanitario piemontese.

Piemonte in zona arancione, ecco le restrizioni:

Spostamenti

  • Consentiti gli spostamenti solo all’interno del proprio comune di residenza senza autocertificazione dalle 5 alle 22.
  • Vietato spostarsi dal proprio Comune di residenza sia in entrata che in uscita, salvo comprovate esigenze di lavoro, studio, salute o necessità con autocertificazione.
  • Nei Comuni fino a 5mila abitanti sarà possibile fare visita ad amici e parenti nel raggio di 30 chilometri, ma non si potrà raggiungere il capoluogo di provincia.

Seconda casa

  • Consentiti gli spostamenti nelle seconde case anche in una regione che non sia la propria. La casa deve essere proprietà di chi si sposta o dei genitori o con un contratto d’affitto di lungo periodo precedente al Dpcm del 14 gennaio.

Scuola

  • Didattica in presenza per scuola dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie.
  • Didattica sempre in presenza anche per le scuole superiori al 50%.

Bar e ristoranti

  • Chiusura ai clienti di bar e ristoranti 7 giorni su 7.
  • L’asporto è consentito fino alle ore 18 per i bar e fino alle 22 per i ristoranti.
  • Sempre consentite le consegne a domicilio.

Negozi

  • Aperti i negozi al dettaglio.
  • Chiusura nel weekend per i centri commerciali, esclusi farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, fiorai, tabaccheria, edicole e librerie al loro interno.
  • Aperti i parrucchieri e i centri estetici.
  • Aperti i mercati anche extra-alimentari.
  • Sospese invece le sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine.

Cultura: musei, mostre, cinema

  • Chiusura per musei, mostre, cinema e teatri di tutta la regione.

Attività motorie e sport

  • L’attività motoria è consentita solo nei pressi della propria abitazione e all’aperto in forma individuale.
  • Aperti i centri sportivi, mentre rimarranno chiusi impianti sciistici, piscine e palestre.
  • Le passeggiate nei parchi cittadini sono consentite, ma sempre all’interno del proprio comune di residenza

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