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Stop all’Esselunga in Corso Bramante: l’ipermercato non aprirà

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Progetti per la viabilità, posti di lavoro una nuova sede per lo shopping cittadino, poi lo stop: l’Esselunga che doveva sorgere in Corso Bramante aveva questi obiettivi, tuttavia l’ipermercato non si farà.

Malgrado i lavori fossero a buon punto, il consiglio di stato ha bloccato l’apertura dell’ennesimo punto vendita Esselunga a Torino.

Una falla sulla deroga che rischia di portare un ammanco di dieci milioni di euro che il comune dovrà versare alla nota insegna di supermercati.

Un dietrofront che rischia di portare a risultati catastrofici per le casse comunali, che per l’opera avevano pronto un pacchetto di lavori di urbanizzazione da trenta milioni di euro.

esterno ipermercato Esselunga

I motivi dello stop all’Esselunga in corso Bramante

L’ipermercato doveva sorgere nell’ex concessionaria FIAT di Corso Bramante, con al seguito un pacchetto di nuovi piani urbanistici.

Il consiglio di stato, nel 2017, aveva concesso una deroga al piano regolatore per edificare l’imponente opera.

Malgrado il nulla osta il gruppo Carrefour ha esposto un ricorso per la costruzione del supermercato.

Un anno fa il ricorso del gruppo francese fu respinto, ma la sentenza è stata rigettata in queste ore dai magistrati di palazzo Spada, che hanno ribaltato la sentenza a favore dei francesi.

La multinazionale francese evita così un pericoloso rivale in zona, avendo un punto vendita in corso Turati.

Gli avvocati dell’insegna francese avevano mosso l’accusa che il Comune avesse deciso di utilizzare risorse private per alleggerire il deficit delle casse comunali.

Ma a ribaltare la sentenza ci sono altri motivi che prescindono la concorrenza tra marchi.

Il motivo principale del ritiro della concessione è che tale deroga poteva essere concessa solo per riqualificare un’area degradata della città, e non un vecchio edificio del centro cittadino.

Ora il comune dovrà bloccare i lavori di ammodernamento dello stabile, molto avanzati.

Inoltre, qualora l’iter per le autorizzazioni non dovesse ripartire, il comune dovrà restituire dieci milioni di euro nelle casse del gruppo italiano.

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