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Un intero quartiere a bassa velocità per Borgo Vittoria

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30 chilometri l’ora per le strade di Borgo Vittoria, il Comune valuta l’estensione del modello sperimentale a tutto il quartiere

Dopo il successo della ciclopista di corso Lecce, il Comune di Torino sta considerando la possibilità di applicare il modello a tutta la Città.

Partendo da un progetto sperimentale, le biciclette viaggiano su percorsi ciclabili paralleli sia al marciapiede che alla strada.

Su quest’ultima, le macchine, rispettando il limite di velocità ridotto, fungono da protezione sia per i ciclisti che per i pedoni.

Parliamo di un modello innovativo ed efficiente per il quale l’amministrazione comunale ne sta valutando l’applicazione nel quartiere di Borgo Vittoria.

Il progetto andrà quindi ad interessare una vasta zona e non solo la pista ciclabile di corso Lecce.

Il nucleo delle operazioni sarà intorno al Santuario Nostra Signora Chiesa della Salute, entrato recentemente nel giro di Torino Turismo insieme alla Basilica di Superga.

Borgo Vittoria Torino visto dall'alto

Questa nuova area a viabilità ridotta andrà a comprendere per intero il quadrilatero attorno alla chiesa

L’entrata nella zona sarà delimitata da 7 punti d’ingresso e una volta dentro, i veicoli a quattro ruote dovranno adattarsi al limite di velocità di 30 chilometri orari.

Un limite conforme alle esigenze dei pedoni e per chi guida velocipedi o monopattini.

Il Comune di Torino darà spazio quindi a nuove aree pedonali, insieme a barriere di protezione, banchine, restringimenti di carreggiata e dissuasori mobili.

l’inizio dei lavori invece è atteso per la fine di marzo, con una conclusione programmata entro l’inizio del 2022, mentre i costi comprenderanno spese pari a 600mila euro, provenienti in parte dai fondi Pon Metro.

Nel programma è stata compresa anche la pedonalizzazione di via Vibò, a seguito degli esperimenti di chiusura del traffico di questa estate.

Tuttavia, c’è la possibilità che l’inizio dei cantieri possa portare più di un problema.

Solo di recente infatti è stato riaperto il tratto tra il passante ferroviario di corso Grosseto e piazza Baldissera, che a breve potrà ritrovarsi nuovi lavori se il progetto di riprogettazione dovesse prendere piede.

Sempre in vista di marzo, si attende anche l’inizio dei lavori per il progetto sostenibile tra via Boccardo, via Bibiana, via chiesa e via Saorgio.

Mentre subito dopo sarà il turno della rotonda più odiata dai torinesi.

I test effettuati dal Politecnico di Torino hanno determinato la selezione del progetto di un incrocio semaforizzato.

Un incrocio che includerà anche il passaggio del tram numero 10 e si spera che i lavori per la linea 12 sotterranea possano portare anche alla ristrutturazione di via saintBon.

Ma non finisce qui, in aggiunta si prospettano anche i cantieri tra corso Venezia e l’autostrada, per il collegamento con l’aeroporto di Caselle.

Tutti questi lavori contemporanei rischiano di mandare in crisi l’intero sistema della viabilità di Torino, riportando la città indietro di due anni, quando il blocco del traffico era diventato un serio problema.

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