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Il 2020 è stato l’anno più caldo per Torino negli ultimi 40 anni

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Il 2020 anno più caldo a Torino dal 1980: le misurazioni di SMI negli ultimi quarant’anni

Il 2020 è stato l’anno più caldo a Torino degli ultimi quarant’anni.

Dal 1980 a oggi, il capoluogo piemontese non aveva mai fatto registrare temperature medie così alte. Nell’anno appena terminato, infatti, la media giornaliera della temperatura è stata di 15.2 gradi.

Una quota quasi primaverile, alla quale si sono avvicinate soltanto quelle del 2018 e del 2019.

Nell’ultimo triennio, come ha fatto trasparire dalle sue rivelazioni il l’osservatorio del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, si sono verificati i picchi più alti degli ultimi quattro decenni, tutti molto simili tra loro.

L’osservatorio, che viene curato dalla Società Meteorologica Italiana da oltre un secolo e mezzo (dal 1865, per la precisione), ha analizzato le temperature delle stagioni più calde e di quelle più fredde dell’anno. Nonostante un vistoso calo, che si è verificato tra ottobre e dicembre, il risultato finale è quello più alto mai registrato, superiore a tutte le medie riportate nel trentennio che va dal 1981 al 2010 e in quello compreso tra il 1991 e il 2020.

Occorre tenere conto di una variabile da non sottovalutare: i mesi di gennaio, febbraio e marzo sono stati ampiamente più miti di quanto ci si possa aspettare, in base alle stagioni di riferimento. Stesso discorso per aprile e maggio, mentre l’estate è stata caratterizzata da un clima secco.

Il record del caldo è stato raggiunto a Moncalieri ad agosto, quando, il primo del mese, si arrivò addirittura a 38.6 gradi. Insomma, tutte le premesse per un simile risultato.

Al contrario, il gelo e il freddo si sono fatti vedere solo nei mesi finali, con punte non proprio paragonabili agli scorsi decenni. Basti pensare che, in città, si è giunti al massimo a quota -4 gradi, mentre solo nell’area della provincia sono stati toccati i -10 gradi. Una situazione che, in altre annate, era senz’altro più frequente.

I fenomeni meteorologici

Anche quest’anno si sono verificate sempre meno precipitazioni, sia a carattere piovoso, sia di genere nevoso.

La pioggia, in particolare, è scesa molto meno intensamente rispetto alle annate medie. Quest’anno sono caduti 912 mm di pioggia in tutto il Piemonte (dati Arpa), con una contrazione del 10% rispetto alle precedenti misurazioni. A testimonianza del calo c’è stata anche il periodo di siccità che ha fatto ribassare oltremodo il livello del fiume Po in piena primavera.

Lo stesso discorso si può fare per la neve, che è caduta con maggiore insistenza solo nel mese di dicembre. In totale, tra la città e la provincia, sono scesi 17 cm di neve. Un calo drastico rispetto a ciò che accadeva trent’anni fa, quando la coltre bianca scendeva più copiosamente (50 cm, il 66% in più rispetto a oggi).

Dunque, tutti fenomeni collegati rendono chiara la situazione: il clima è irrimediabilmente e notevolmente cambiato, con una particolare accelerata negli ultimi anni. Un segnale da non sottovalutare, di cui ci si dovrebbe preoccupare a livello globale, viste le condizioni meteorologiche anomale in cui spesso ci si trova.

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