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La Fontana Igloo di Mario Merz a Torino

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All’incrocio tra corso Mediterraneo e corso Lione si trova la Fontana igloo.

Una struttura tanto strana quanto curiosa.

La Fontana Igloo di Merz è un’opera bizzarra per la quale tutta Torino ormai ci ha fatto l’abitudine.

Ma il passante distratto, che attraversa Viale della Spina 1 e giunge all’incrocio tra corso Mediterraneo e corso Lione, potrebbe rimanere perplesso guardando verso la rotonda.

Si, perché al centro si trova proprio l’enorme fontana a forma di igloo che a tutti i torinesi fa esclamare: “Ma che è sta roba?”.

L’oggetto in questione è stato realizzato dall’artista, pittore e scultore italiano Mario Merz, in occasione dell’intervento urbano Spina 2.

Si tratta di una struttura assai particolare del patrimonio artistico di Torino, essa è ricoperta di lastre di pietra, creta, tessuto e luci al neon e prende il nome di Fontana Igloo.

Le quali indicano i quattro punti cardinali, a loro volta protette da lastre di vetro triangolari.

L’opera si trova al centro di una vasca con delle canne di ferro che gettano acqua, ricordando una fontana.

La sua forma ricorda esplicitamente quella di un igloo, quella di una casa quindi.

Un riparo elementare e curvo, che richiama le abitazioni nomadiche eschimesi, da cui si parte e a cui si fa ritorno.

La Fontana Igloo di Torino rappresenta un crocevia del mondo, un punto fermo attorno a cui tutto gira.

Fatto sta che si tratti di un’installazione permanente.

Inaugurata nel 2002, l’opera rientra nel progetto “Artecittà – 11 artisti per il passante ferroviario”, lanciato nel 1999.

La Città di Torino decise di coinvolgere artisti di fama internazionale, per il futuro arredo urbano degli spazi cittadini.

La Fontana Igloo di Mario Merz a Torino di notte

Proprio in quell’occasione l’amministrazione dell’epoca si rivolse a Mario Merz.

Mario Merz nasce nel 1925 a Milano da una famiglia svizzera.

Si spostò a Torino già in giovane, dove si iscrisse alla Facoltà di Medicina.

Allo stesso tempo iniziò a dedicarsi alla pittura grazie agli incoraggiamenti del critico Luciano Pisto, che gli insegnò la pittura ad olio.

La prima mostra di Mario Merz ebbe luogo presso la Galleria Bussola di Torino nel 1954.

Negli anni Sessanta invece lasciò la pittura iniziando a utilizzare materiali diversi, come il ferro, la cera, la pietra e i caratteristici tubi al neon.

Con queste nuove sperimentazioni, Merz creò le sue prime opere tridimensionali, anche chiamate “pitture volumetriche“.

Proprio in quegli anni, con le sue nuove opere, aderì insieme a Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone e Lucio Fabro, alla corrente dell’Arte povera italiana.

Insieme alla sua inseparabile moglie Marisa, compagna di vita e di sperimentazione artistica, Merz divenne presto uno dei principali rappresentanti di quel movimento artistico d’avanguardia.

Sfortunatamente, Mario Merz morì a Torino nel 2003.

Ma grazie al lavoro di sua moglie Marisa, venuta a mancare nel 2019, e della loro figlia Beatrice, venne inaugurata la Fondazione Merz di Via Limone 24.

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