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Fondazione Accorsi Ometto di Torino: uno scrigno pieno di antichi tesori

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Uno spazio espositivo, una casa-museo, un contenitore di tesori, impossibile definire in un’unica parola la Fondazione Accorsi Ometto di Torino.

Anche se non rientra tra i musei più famosi della città, si tratta di una perla assolutamente da non perdere a Torino.

Ha sede in via Po, all’interno di un Palazzo settecentesco, acquistato nel 1956 dal collezionista torinese Pietro Accorsi, il quale adibì il piano nobile a sua abitazione e galleria d’arte.

Alla sua scomparsa, il suo allievo Giulio Ometto rinnovò completamente lo storico edificio, rendendolo sede del Museo di Arti Decorative.

Nacque così, nel 1999, la Fondazione Accorsi Ometto di Torino.

Oggi presenta ben 27 sale ed oltre tremila opere d’arte fra quadri, ceramiche, mobili, arredi, cristalli e arazzi.

Fra le eccellenze del museo, straordinaria è la collezione di mobili di Pietro Piffetti, tra cui il famosissimo “Doppio Corpo”, datato 1738, considerato il mobile più bello del mondo.

Fondazione Accorsi Ometto di Torino uno scrigno pieno di antichi tesori

Cosa vedere alla Fondazione Accorsi Ometto:

  • I mobili

Un vero e proprio vanto per la collezione Accorsi è il doppio corpo.

Un mobile interamente rivestito in maioliche di Pesaro, di cui al momento non si conoscono altri esemplari nel mondo

Di origine veneziana, decorato con deliziosi uccellini e fiori, è considerato il mobile più bello del mondo.

  • Le tabacchiere

Il Museo Accorsi Ometto possiede una collezione di tabacchiere che, per numero e bellezza, è paragonabile solo a quella del Museo del Louvre di Parigi.

Elemento indispensabile nel corredo nobiliare del Settecento, queste piccole scatole venivano realizzate in metalli preziosi o in pietre dure, arricchite negli esemplari più raffinati da smalti o decori in avorio.

l pezzo di maggior pregio è la tabacchiera d’oro di Vittorio Emanuele II, con le iniziali del primo re d’Italia composte da brillanti.

  • Gli orologi

Uno dei tesori della Fondazione è costituito dai numerosi orologi che si trovano sparsi nelle sale.

Se ne trovano di tutte le forme e colori, e spesso racchiudono al loro interno ingegnosi meccanismi di derivazione francese.

  • I lampadari

Di notevole pregio è la collezione di lampadari che si possono ammirare nelle diverse sale del Museo.

Alzando lo sguardo verso il soffitto, si scoprono veri e propri capolavori. Tra questi il lampadario in porcellana bianca di Berlino, risalente all’inizio del XIX secolo, o quello tipicamente piemontese in lamierino dipinto.

  • I dipinti

Di particolare interesse, infine, sono i dipinti esposti nelle sale del museo, come la Madonna con Bambino, Santa Maria Maddalena, San Francesco e committenti del Moncalvo (1568-1625), databile intorno al 1610

E il Ritratto di Carlo Emanuele III di Savoia dipinto da Giovanna Battista Buzzano in Clemente, detta La Clementina (1690 – 1761).

Senza dimenticare, I piaceri della vita campestre di François Boucher (1703 – 1770), primo pittore della corte di Luigi XV.

Fondazione Accorsi Ometto di Torino uno scrigno pieno di antichi tesori

Informazioni e Contatti:

  • Indirizzo: Via Po 55, Torino
  • Orario:

Da martedì a venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle ore  14 alle ore 18.
Sabato, domenica e festivi fino dalle ore 10  alle 19:00.
Lunedì chiuso.

Alle collezioni permanenti si accede esclusivamente con visita guidata, inclusa nel prezzo del biglietto, con partenza alle ore: 10.15, 11.00, 12.00, 14.15, 15.00, 16.00, 17.00. Sabato, domenica e festivi anche alle ore 18.00.

  • Biglietto intero: 10 euro
  • Biglietto ridotto: 8 euro

Per maggiori informazioni  consulta il visita il sito web 

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