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Calano i consumi in Piemonte e aumentano i depositi bancari

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Calano ancora i consumi in Piemonte, complici le limitazioni della zona rossa, mentre aumentano i depositi bancari.

La Banca d’Italia, nel suo report sui consumi in Piemonte, mostra un andamento non confortante per l’economia piemontese.

I mesi estivi avevano aperto spiragli di ripresa, ma la nuova ondata autunnale ha demolito l’economia regionale.

Ad aumentare sono i depositi bancari, simbolo di una nuova tendenza della popolazione a risparmiare in caso di tempi duri.

I numeri dei consumi in Piemonte

La pandemia ha creato un effetto domino che tocca ogni ramo, e come sottolinea il report della banca d’Italia, soprattutto il settore terziario.

La crisi ha portato incertezza, licenziamenti e casse integrazioni.

Tutto ciò ha portato un significativo calo dei consumi, stimato attorno al 9% rispetto allo scorso anno.

A crescere, invece, sono i depositi bancari che hanno registrato un incremento del 6.4%.

Questi numeri raccontano come i piemontesi, temendo che la crisi possa perdurare, abbiano deciso di risparmiare in vista dell’inverno.

Tutti i settori dell’economia, adesso, attendono con ansia le nuove indicazioni ministeriali in materia di riapertura.

Infatti, i negozi sperano che gli ultimi giorni prima delle feste possano risollevare le casse gravemente colpite dal momento.

Tuttavia, per chi volesse mangiare fuori c’è una brutta sorpresa: bar e ristoranti dovranno rimanere chiusi fino al 13 dicembre.

Una scelta che, purtroppo, non sarà cambiata neanche il giorno 27, quando ci sarà la revisione del colore del Piemonte, che spera di toccare i dati per retrocedere in zona arancione, come spera Cirio, presidente regionale.

Lo stesso governatore, a tutela di tutti, sta varando rigidi protocolli per la riapertura di negozi e centri commerciali, al fine di convincere il comitato tecnico scientifico della bontà della sanità piemontese.

L’ultima partita, invece, sarà giocata sulla neve, dove i gestori delle piste di sci stanno cercando un dialogo col governo al fine di non chiudere gli stabilimenti sciistici.

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