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Il Turet rimane chiuso con 18 dipendenti in cassa: affitti alle stelle, pochi incassi e terrazza in fermo amministrativo

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Il titolare del Turet di piazza Solferino in preda alla crisi: il ristorante non ha ancora riaperto dopo lo scioglimento del lockdown. Così anche la catena healthy Exki: tre locali su quattro ancora chiusi

Il Turet rimane chiuso e un altro punto della movida torinese si spegne.

Il locale di piazza Solferino, infatti, non ha ancora riaperto dopo la fine del lockdown di maggio e il suo futuro è tutt’altro che certo. A condividere la sua sorte molti altri bar e ristoranti che attendono l’autunno per provare a risollevarsi.

Ma la situazione del Turet è ancor più complicata. Con un affitto trimestrale che supera i 100mila euro e le nere prospettive di incasso, la riapertura sarebbe un azzardo troppo grande.

Queste le considerazioni del titolare, Roberto Pasquettaz, costretto a lasciare 18 dipendenti in cassa integrazione. È anche per loro che ha deciso di non riaprire: senza un guadagno reale andrebbe incontro al fallimento e la speranza di tornare a lavoro si ridurrebbe a zero.

Il Turet rimane chiuso: ecco perché

Tre sono i motivi principali che hanno portato il Turet a rimanere chiuso.

Il primo riguarda essenzialmente i costi di gestione del locale: il titolare ha aperto le trattative con i proprietari per ridurre di un terzo le spese d’affitto che attualmente ammontano a più di 400 mila euro all’anno. Ma non è detto che la richiesta venga accolta.

Poi c’è da considerare la decurtazione degli incassi quotidiani del 60% rispetto al periodo pre-Covid. Con l’incremento della modalità smartworking a Torino, i lavoratori non riempirebbero più gli spazi del primo piano del Turet in pausa pranzo.

Infine, rimane la questione della terrazza in fermo amministrativo. Il grande roof top panoramico era stato chiuso per un esposto già nel settembre 2018, a seguito di un bliz della polizia municipale di Torino. Problemi di autorizzazioni alla somministrazione, da quanto emerge dai verbali fin da subito contestati dal titolare. Una situazione rimasta irrisolta che ha fatto sfumare nel nulla i 2,4 milioni di euro investiti in uno dei punti più glam di Torino.

Il risultato è che il Turet rimane chiuso e i clienti – in balia degli eventi – ancora si chiedono se potranno gustarsi nuovamente una cena o un aperitivo con vista.

Non solo Turet, anche Exki in crisi

La crisi ha colpito anche la catena internazionale di ristoranti salutari, Exki, che a Torino aveva aperto ben quattro sedi.

Attualmente una sola è attiva, quella di via Arcivescovado, che dall’8 luglio a oggi ha registrato -45% di incasso rispetto al periodo pre-pandemico. Per fine mese è prevista l’apertura del locale di via Carlo Alberto, spesso frequentato da studenti e lavoratori.

Il Turet rimane chiuso con 18 dipendenti in cassa: affitti alle stelle, pochi incassi e terrazza in fermo amministrativo

Anche Exki, come il Turet, ha accusato il colpo dello smartworking: ciò che manca sono proprio i clienti della pausa pranzo che consumavano un pasto veloce e salutare all’uscita dall’ufficio.

Ora il mantra è tenere duro fino a settembre-ottobre e poi valutare il dafarsi.

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