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Torino, rilevate tracce di Covid-19 nelle acque di scarico già a dicembre 2019

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La scoperta incredibile che anticipa la data di origine del contagio nella nostra città. A breve più dettagli dall’Istituto superiore di Sanità

C’erano tracce di Covid-19 a Torino già a dicembre 2019. Questa l’agghiacciante notizia giunta da Smat, Società Metropolitana Acque di Torino.

Per essere precisi, era il 18 dicembre (esattamente sei mesi fa) e le acque di scarico dell’area metropolitana torinese contenevano Rna del virus.

Questo vuol dire che ben tre settimane prima rispetto all’annuncio dell’inizio del contagio da parte del governo cinese (il 9 gennaio 2020) il Coronavirus già circolava a Torino.

E, dunque, prima ancora che il primo paziente, arrivato dal milanese, fosse ricoverato all’Amedeo di Savoia (il 22 febbraio 2020).

Come è possibile? Questo è ancora da accertare: un team di ricercatori si è messo all’opera per analizzare i campioni relativi a dicembre 2019 e individuarne l’origine. Quel che è certo è che la quantità di Rna presente nelle acque reflue non è altissima, ma servirà a dare un punto di svolta alla ricerca.

In realtà, tracce di Covid-19 non sono state rinvenute solo a Torino. Altre città italiane hanno avuto riscontri positivi esaminando i campioni raccolti.

Smat trova tracce di Covid-19 nelle acque di Torino, ma Arpa aveva detto di no

Uno studio condotto dall’ISS, insieme agli esperti di Smat, dovrebbe annunciare a breve i primi risultati sui rilevamenti.

Solo un mese fa Arpa Piemonte aveva dichiarato l’assenza di tracce di Covid-19 nelle acque di Torino, mentre ora potrebbe esserci la smentita.

Da tutto ciò si comprende quanto poco ancora ne sappiamo riguardo al comportamento del Sarv-Cov-2 e quanto sia fondamentale spingere la ricerca in tal senso.

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