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Riaprono i musei, ma i protocolli vietano il ricircolo dell’aria: a rischio i Musei di Torino

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I protocolli anti-covid tengono spenti gli impianti di ricircolo dell’aria negli spazi chiusi. La Galleria Sabauda di Torino rischia di non aprire

Il 18 maggio riaprono i musei, insieme a negozi, parrucchieri, estetisti e strutture ricettive.

Questo è quanto concordato dopo un lungo dibattito che si è consumato tra Stato e Regioni, culminato nel nuovo decreto del premier Conte.

Ma non mancano i paletti definiti dalle nuove linee guida nazionali per la riapertura in sicurezza.

Tra queste emerge il divieto di utilizzare impianti di ricircolo dell’aria negli ambienti chiusi che potrebbero diventare veicolo di trasmissione del virus. A dirlo è il rapporto firmato dall’Istituto Superiore di Sanità che, invece, predilige una ventilazione naturale degli spazi aperti al pubblico.

“Per aumentare il livello di ricambio/diluizione dell’aria, – scrivono nel report – deve essere eliminata totalmente la funzione di ricircolo per evitare l’eventuale trasporto della carica microbica nell’aria”.

Riaprono i musei, ma solo quelli senza ricircolo dell’aria

Il problema sorge dal momento che alcuni musei utilizzano tali impianti di condizionamento per mantenere una temperatura e un livello di umidità stabile, atta a mantenere un buono stato di salute delle opere.

Funziona così, per esempio, all’interno della Galleria Sabauda di Torino, dove un sistema di ventilazione assorbe l’aria, la purifica e la rimette in circolo.

Nonostante i filtri siano all’avanguardia e il rischio di diffusione del contagio sia molto basso, il museo potrebbe non avere i requisiti per riaprire.

A denunciarlo è la direttrice dei Musei Reali di Torino, Enrica Pagella, preoccupata per la sorte di alcuni luoghi di cultura che rischiano di rimanere chiusi a causa dei protocolli di sicurezza. Protocolli che talvolta non coincidono con le esigenze dei musei e delle opere d’arte o dei reperti che si trovano al loro interno.

Stesso discorso vale per il Museo Egizio. Potrebbero esserci aree dove avviene un ricircolo dell’aria e dunque non tutto il flusso potrebbe provenire dall’esterno. Ma prima della riapertura – che avverrà il 2 giugno come preannunciato dal direttore – gli ingegneri faranno i dovuti controlli.

Tra i musei che riaprono a Torino, invece, figurano Palazzo Reale e l’Armeria Reale, totalmente privi di aria condizionata e quindi senza rischi.

Ma anche Museo del Cinema, Museo dell’Automobile, Gam, Mao, Palazzo Madama e la Reggia di Venaria. Qui gli impianti recuperano l’aria direttamente dall’esterno rispettando rigorosamente le linee guida nazionali.

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