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Torino, la quarantena manda in tilt la gente, aumentano i casi di Tso

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A Torino sono in aumento i casi di Tso (trattamento sanitario obbligatorio), il comandante dei vigili Bezzon lancia l’allarme. Una decina di interventi solo ieri

Iniziano a palesarsi le conseguenze della quarantena forzata determinata dall’emergenza Coronavirus. Giorno dopo giorno si inaspriscono le misure di contenimento del virus e il contagio non accenna a rallentare. L’ultimo provvedimento riguarda la chiusura di parchi e giardini e il divieto di fare jogging (se non per sgranchirsi le gambe da soli rigorosamente sotto casa). Una misura ampiamente voluta dal presidente della Regione Alberto Cirio, che anzi non si accontenta e chiede di più.

Sul versante opposto si schiera Chiara Appendino, che avrebbe preferito meno divieti e più controlli. La Sindaca di Torino, infatti, si dice timorosa di ulteriori ripercussioni psicologiche su una popolazione già molto provata. “Bisogna pensare a tutta quelle persone che stanno vivendo momenti di solitudine e costrizioni impattanti per la gestione dei nuclei familiari, – afferma Appendino – come quelle famiglie di quattro o cinque persone che vivono in 30 metri quadri”.

A Torino aumentano i casi di aggressività e scattano i Tso

Timori confermati da un evidente aumento dei casi di Tso (trattamento sanitario obbligatorio) effettuati dai vigili di Torino. Parliamo di tutti quei ricoveri forzati di pazienti che riscontrano problemi psichiatrici e che sono potenzialmente pericolosi per se stessi e per la comunità.

Di solito, nel capoluogo piemontese si effettuano dai 180 ai 200 trattamenti all’anno (meno di uno al giorno). Ultimamente, invece, le chiamate di intervento “sono in preoccupante aumento”, come conferma Emiliano Bezzon, comandante della polizia municipale. Solo ieri sono stati eseguiti nove Tso a Torino.

Una squadra speciale dei vigili, insieme al personale medico specializzato, si occupa di questi interventi. Da una settimana a questa parte hanno ricevuto numerose segnalazioni: soggetti aggressivi o mentalmente fragili.

“C’è un tema di tenuta psicosociale che dobbiamo tenere in considerazione – spiega Bezzon – qualche valvola di sfogo va tenuta”. Sulle ultime manovre il comandante non si sbilancia, ma vuole comunque mantenere alta l’attenzione. C’è il rischio che la pressione continui a salire e, non trovando valvole di sfogo, potrebbe scoppiare da un momento all’altro.


Per chi ne avesse necessità, ricordiamo che esiste un numero apposito per consulenze psicologiche durante l’emergenza sanitaria.

Associazione Psicologi per i popoli: 011 01137782

Attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

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